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Alitalia:il ricatto continua

E’ un’orrida vicenda fatta di ricatti e pressioni intollerabili in un paese cosiddetto civile. Adesso anche Vito Riggio, presidente dellEnac, ente statale preposto alla sicurezza del volo, corre in soccorso del vincitore e aggiunge la sua, alle altre minacce. Mentre tra i soci “forzosi” della Cai serpeggia lo scontento e il desiderio di uscire da una cordata accettata malvolentieri, il Governo continua a ripetere come un mantra che : “o si accettano le condizioni Cai o si fallisce”.
In qualunque paese occidentale, in cui viga il libero mercato, il fallimento è nell’ordine delle cose. Una società, un’azienda possono fallire, il suo spazio sarà occupato da altri attori, nuovi o vecchi che siano. Solo da noi, tutte le forze politiche rifiutano l’ipotesi del fallimento, la vivono come la suprema infamia. Forse hanno ragione visto che la responsabilità maggiore di questa situazione gli appartiene.
Eppure, per me, se l’Alitalia fallisse, oggi, sarebbe la maniera più dignitosa per mettere la parola fine ad una vicenda che rischia di trasformarsi in una pericolosa agonia, in una alimentazione forzata di un malato in coma decennale. Son fermamente convinto che gran parte di chi oggi lavora nella compagnia, in qualunque settore, verrebbe riassorbito da altri vettori, da altri protagonisti. Il mercato senza regole, da fae west è condannabile. Il mercato, tout court, di solito funziona benissimo.

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set  08
22
alle 12:12
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di daland il 01/1/70

Una farsa & tragedia insieme!

Adesso si fanno avanti, per comprare qualche pezzettino a prezzo d...


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4 Commenti to “Alitalia:il ricatto continua”

  1. daland dice:

    Forse il fallimento è evento troppo traumatico, per un Paese che non ha ancora realizzato che il mondo è cambiato, e che ha bisogno di arrivarci per gradi. Ecco, l’operazione CAI (pur con i miserevoli tratti caratteristici dello scenario italiano, dove tutto si butta in politica, e dove ad un sindacato ottocentesco si contrappone un’imprenditoria da *furbetti*) era – o è ancora, chissà – una soluzione che poteva avviare un faticoso percorso di *presa di coscienza* da parte di tutti, del fatto che oggi viviamo in un mondo dove non c’è più spazio per privilegi e sprechi. Lo stesso, anzi di più, avrebbe fatto anche l’ingresso di Alitalia in AF-KLM, che avrebbe *costretto* i nostri ad allinearsi ai *costumi* vigenti in tutto il resto del mondo.

    Chi ne sta uscendo peggio è – indiscutibilmente – il sindacato confederale: Bonanni che prima sputa in faccia a Spinetta e poi definisce “suggestiva” la proposta di Colaninno, ed Epifani che dà l’impressione di allearsi con i *destri-corporativi* per far un dispetto al Berlusca.

    Adesso anche D’Alema prospetta come unica soluzione realistica quella di CAI, sia pure con l’apporto di un partner internazionale. Epifani ha sbagliato nel metodo e nel merito: nel metodo perchè ha dato ai più l’impressione (ripeto: l’impressione, la percezione, che purtroppo contano assai più della realtà) di voler strumentalizzare una vicenda che coinvolge 20.000 famiglie; nel merito perchè ha usato – per giustificare il NO – argomenti del tutto risibili, come la non-rappresentanza della CGIL nelle categorie “critiche” in Alitalia (ma se lo pone sempre questo problema, quando ci sono trattative sindacali?) invece di rispondere parlando solo a nome dei suoi rappresentati. Adesso dice che vuol trattare solo con Fantozzi: altra bizzarrìa, poichè il commissario non ha alcun potere, salvo quello di portare i libri in tribunale…

  2. Emanuele dice:

    Il fallimento è di gran lunga più utile di una soluzione che fa figli e figliastri, tuttavia per quanto concerne una possibile soluzione dell’ultim’ora (Lufthansa?) sono ben poche le speranze che la CGIL ha in mano.
    Personalmente Dr. Ajroldi non sarei così ottimista nel parlare del ricollocamento di gran parte delle risorse di ALITALIA… di questi tempi anche nelle altre compagnie non credo ci sia tutta questa prosperità tale da garantire lavoro ai trombati della nostra azienda.
    Ciò che mi preme sottolineare è che già si è scongiurato un secondo prestito-ponte da parte del governo: non voglio schierarmi pro o contro un secondo intervento economico del governo, ma certo è che solo quando ha fatto comodo a Silvio il prestito è stato concesso.
    Ora che si può, ingiustamente, scaricare la colpa solo ed unicamente sulla CGIL si può anche fallire…..
    Infine, Dr. Ajroldi, una richiesta per Lei: un post su quanto accaduto alla commemorazione della breccia di Porta Pia sabato scorso. L’ennesima conferma di una politica di sola, ricercata e voluta matrice fascista da parte di Alemanno non può passare inosservata.

  3. Anonimo dice:

    Emanuele, su porta pia volevo scrivere un post ad hoc, tanto sono rimasto colpito di questo balzo all’indietro nella storia, nella revisione dei fatti compiuta da Alemanno.
    Per quanto riguarda Alitalia, si ricordi che il mercato italiano è molto ricco e gli altri vettori saranno ben felici di venire ad operare in italia. Ecco perchè sono convinto che buona parte dei dipendenti di Alitalia potrà ritrovare una collocazione.

  4. daland dice:

    Una farsa & tragedia insieme!

    Adesso si fanno avanti, per comprare qualche pezzettino a prezzo di saldo, anche soggetti ridicoli, come le fantomatiche “Linee aeree venezuelane” di cui Il Sole24Ore riporta il patriottico comunicato (con tanto di riferimento al “governo socialista della Repubblica Bolivariana del Venezuela”).

    Questa “Aserca Airlines” ha al momento ben 17 macchine, tutti DC-9 serie 30, catorci fuori produzione da 20 anni!

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