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Il trio monnezza
Fino ad un mese fa la CdL ovvero il Polo era dato per morto. Berlusconi, novello Lenin, dal predellino di una macchina arringava il popolo e prometteva un nuovo partito ” a la carte” ossia scelto dagli elettori. Fini promotore e firmatario del referendum minacciava “la Casta” con il manganello e l’olio di ricino dei quesiti referendari. Il mite Casini cercava di fare lo stratega dando un colpo al cerchio e uno alla botte.
Poi il governo cade. Non su una legge o su un provvedimento. No. Cade a causa di un Ministro e del suo partito presi con le mani nel sacco di una questione morale fatta di intrallazzi e sistemazione di amici. Robetta locale, squallida, priva di respiro e di progetto. Roba da magliari di provincia.
Il Ministro chiede totale solidarietà al Governo. Il resto è storia e non vi annoio oltre.
Il trio si riavvicina, anzi si rinsalda, anzi si ri-ama e parla un solo linguaggio. Al voto al voto subito, anzi ieri.
Ineccepibile, questa è la politica e i suoi uomini.
Adesso tocca agli elettori. Voglio vedere se verranno eletti personaggi indagati, collusi, condannati in primo o secondo grado. Voglio vedere se saranno messi in lista trasformisti, voltagabbana, traditori del mandato elettorale. Voglio vedere se il corpo elettorale sarà disponibile a bersi tutto e il contrario di tutto. Se sarà disponibile ad accettare le continue giravolte di uomini politici che non conoscono il significato del termine”interesse nazionale”.
da luca ajroldi
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