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Scelta rimandata
Uno dei pochi uomini politici italiani cui va , da parte nostra, una stima incondizionata-si tratta di Gianni Pittella, deputato europeo del pd, di cui più volte abbiamo segnalato su questo blog le iniziative meritorie- ha fatto sapere a noi e ad altri suoi amici di avere deciso di appoggiare la candidatura di Pierluigi Bersani alla segreteria del pd e ci ha invitati a condividere la sua scelta. E’una presa di posizione interessante. Perché, data la fonte da cui è espressa, essa aumenta le probabilità di successo di Bersani. E tuttavia, a differenza di quanto in passato è avvenuto di fronte ad altre scelte di Pittella (ad esempio quella a favore di Enrico Letta in occasione delle primarie) noi non ci sentiamo di condividerla. Almeno per ora. Bersani ha la grinta necessaria per affrontare le dure battaglie che aspettano il prossimo leader dell’opposizione. E’stato un ottimo ministro. Gode di una diffusa popolarità tra il popolo del pd, specie nel Centro Nord. Ma ha colpe d’impazienza che è difficile perdonargli. E’sceso in campo, per la segreteria, quando Veltroni era ancora al vertice del partito e così, forse inconsapevolmente ma concretamente, si è trovato direttamente o indirettamente coinvolto in quelle risse interne al pd che hanno contribuito alle disgrazie elettorali del partito. Neppure Franceschini, è vero, ha tutte le carte in regola per meritare un immediato, entusiastico sostegno. Si è battuto bene durante la campagna elettorale. La sua tenacia, la la sua frenetica corsa attraverso le zone sociali del paese di solito lasciate fuori dagli itinerari dei grandi della politica, hanno limitato la sconfitta, hanno permesso la sopravvivenza della speranza. Sono risultati di cui il pd e tutta la sinistra debbono essergli grati. Non possono esergli invece grati del ruolo di mattatore che si è permesso di assumere qualche giorno fa quando si è proposto come segretario. Di mattatore in Italia ne abbiamo già uno. E basta e avanza per molte generazioni. Perciò bravo Bersani e bravo anche Franceschini. Ma non abbastanza per guidare un partito che liberi l’Italia dalla dittatura strisciante e la riporti alla normalità democratica. Almeno per ora. Prima di scegliere chi sostenere aspettiamo dunque che l’uno o l’altro o un terzo (Chiamparino?) diano alle nostre speranze quella forza che è indispensabile per vincere e che per ora purtroppo manca..
da mariopinzauti
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