Archivi della categoria ‘Berlusconi’
E se questa volta gli andasse male?
E se questa volta,la diciannovesima nell’infame storia delle leggi ad personam,gli andasse male a Berlusconi e ai suoi scudieri?Certo sulla sorte del disegno di legge sui processi brevi,meglio conosciuto come replica dei precedenti tentativi legislativi “salva ladri”,o meglio “salvo ladro”,non influiranno più di tanto gesti come quello di Anna Finocchiaro-capo del gruppo del pd di Palazzo Madama-che ha scaraventato contro il muro dell’aula del Senato il testo dell’obbrobrio elaborato da Ghedini e firmato da Gasparri e Quagliariello .E neppure potrà essere determinante il bisogno di coesione che,sia pure con titubanze e distinguo,sembra manifestarsi tra le forze dell’opposizione.Ma c’è qualcosa di più. Ad esempio le resistenze-si dice fortissime-del Quirinale.
Poi il coro di sdegno che parte della magistratura e che dovrebbe essere presto sintetizzato in un documento del Csm.Ultima ma non certo minore la protesta delle centinaia e centinaia di migliaia
di persone che pagherebbero sulla loro pelle il prezzo dell’atto legislativo, vale a dire i cittadini derubati dei loro risparmi dai crac della Parmalat e della Cirio, i parenti delle vittime del rogo della Thysse e di altri mortali incidenti sul lavoro, un’enorme quantità di persone che,per salvare Berlusconi da condanne che il premier si è ampiamente e ripetutamente meritato,perderebbero l’ultima speranza di ottenere giustizia.Tutto questo,e altro,provoca crisi di coscienza perfino in qualche settore della maggioranza.I finiani sono in fibrillazione dopo che,facendo valere il suo superpotere,la Lega è riuscita a imporre al disegno di legge un emendamento con cui,una volta di più,si discriminano gli immigrati.Al Senato la Finanziaria è passata senza l’istituzione della Banca del Sud tanto cara al ministro Tremonti.Qualcosa dunque si muove.E’difficile prevedere dove porterà ma quanto avviene già permette almeno di sperare che questa volta Berlusconi,Alfano,Gasparri,ecc.si rompano le corna.Vedremo:ma intanto incrociamo le dita!
da mariopinzauti
Berlusconi, la giustizia e la democrazia
Se qualcuno avesse ancora dubbi su questo signore. Se qualcuno ancora si dovesse illudere sulla possibilità di fare accordi nell’interesse del Paese. Se qualcuno avesse ancora incertezze sulla fedeltà di Berlusconi alla Costituzione su cui ha giurato, ebbene tutti costoro non devono fare altro che leggere le poche righe che seguono. Sono parole di Berlusconi dette al suo giornalista di fiducia Bruno Vespa ( che non ha avuto neanche un momento di paura)
“Ho ancora fiducia nell’esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi,( processi in cui Berlusconi è imputato ndr) saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto”. Vespa ricorda a Berlusconi che l’avvocato Mills è stato condannato anche in appello. “E’ una sentenza che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione”, è la risposta.
Queste le affermazioni del Primo Ministro. Io non aggiungo nulla.
da luca ajroldi
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di RacheleTo il 01/1/70
Due osservazioni e un’ipotesi sulle minacce a Berlusconi
Ci uniamo senza riserve ed esitazioni alle dichiarazioni di solidarietà da ogni dove fatte a pervenire a Berlusconi, Fini e Bossi dopo che, con una lettera al “Riformista”, un gruppo che si firma “Brigate rivoluzionarie per il comunismo” li ha minacciati di morte. Per cercare di capire meglio- assieme a chi ci legge- le reali dimensioni di questo caso e anche, quel che più conta, i suoi possibili sviluppi vorremmo fare un paio di osservazioni e un’ ipotesi. Prima osservazioni: la lettera minatoria arriva poco più di un giorno dopo che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, rispondendo all’interrogazione di un deputato del pd, aveva dichiarato che effettivamente esisteva il rischio di un attentato ai danni del premier. Seconda osservazione: la lettera con cui si annuncia il possibile attacco omicida contro Berlusconi(e anche contro Fini e Bossi) è stata inviata-chissà perché- a un giornale che stampa e vende poche migliaia di copie, ha un pubblico molto, moltissimo inferiore a quello delle grandi testate sia stampate che televisive e ha, inoltre, un’identità politica piuttosto incerta. Passiamo ora all’ipotesi: l’interpellanza del deputato del pd, la dichiarazione del ministro, infine la lettera delle sedicenti”Brigate rivoluzionarie per il comunismo” vengono fuori mentre l’Italia è teatro di una serie senza precedenti di atti di violenza e d’intimidazione contro gay e immigrati, clandestini e no. E’ facile ma non scontato, anzi inevitabile constatare che questo clima d’inciviltà è nato con il goverrno Berlusconi e si è accresciuto,via via aggravandosi, con alcuni atti tra i più significativi della politica di questo governo e della sua maggioranza, quali l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, le ronde, infine, pochi giorni fa, il rifiuto di appesantire le pene contro chi si rende responsabile di violenze contro i gay. Questa incredibile situazione che suscita critiche contro l’Italia da parte dell’Onu e dell’Unione Europea è condannata da quanto resta, nel nostro paese, della società civile, espressasi tra l’altro con la manifestazione dei 200 mila ieri a Roma. Ma, in teoria almeno, non potrebbe generare in qualcuno direttamente straziato sulla propria pelle o quella dei propri cari l’assurda ma non del tutto incomprensibile tentazione a reagire colpendo fisicamente, o solo minacciandolo, colui che politicamente è, anche se involontariamente,il regista di tanti orrori? Ci pensi il ministro Calderoli che subito ha immaginato esecutori o mandanti di sinistra. E pensiamoci tutti
da mariopinzauti
Serve l’ambulanza
Se tanto ci dà tanto non può tardare molto il giorno in cui qualcuno farà salire Berlusconi su un’autoambulanza. Proprio come accadde a Mussolini il 25 luglio 1943. Con l’autoambulanza il Cavaliere non sarà però portato, come il Duce, in un confino posto sulle vette del Gran Sasso, bensì in una clinica per la cura delle malattie mentali .Dunque tra i matti. Che quella fosse, per lui, un’inevitabile destinazione, lo si era capito e visto con chiarezza quando sua moglie Veronica qualche mese fa aveva rivelato al “Corriere della sera” che il poveretto “non stava bene”. Poco dopo una serie di episodi sconcertanti hanno messo in luce la gravità del male e l’urgenza della terapia. Pur disponendo di ricchezze enormi e di altri,non minori mezzi di seduzione-quali la possibilità di promettere carriere politiche o futuri da diva in popolari programmi televisivi- Berlusconi è ricorso a uno spregiudicato mezzano per godere, nelle sue dimore, della presenza e dei favori di ragazze e ragazzine in età verde, in taluni casi molto verde, senza oltretutto prendere adeguate precauzioni per evitare –nonostante gli uomini e i mezzi a sua disposizione-che quegli incontri imbarazzanti, da anziano schiavo del sesso diventassero di dominio pubblico. In una recente conferenza stampa si è concesso un elogio che, per altri protagonisti della storia, è venuto-quando è stato meritato-solo dai posteri. Si è definito il più grande statista italiano degli ultimi 150 anni. Ieri, dopo che la sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano gli ha fatto scoppiare di rabbia il cervello, ha gridato, in presenza dei giornalisti:”viva l’Italia,viva Berlusconi.” Imitando, anche se forse inconsapevolmente, la gran parte dei malati di mente che credono di essere la reincarnazione di Napoleone,il premier ha così proclamato che lui e il nostro paese, l’Italia, sono un tutt’uno..Dunque la malattia si aggrava. Dunque più che una consultazione elettorale anticipata serve l’autoambulanza.
da mariopinzauti
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di BRIZ il 01/1/70
E se domani ?
E se domani Berlusconi venisse sorpreso da una guardia giurata di Arcore mentre sta tentando di stuprare una ragazzina di dodici-tredici anni nel gabbiotto del portiere? O se, dopodomani, una pattuglia della Volante lo arrestasse mentre in una delle più squallide periferie milanesi, con un coltello da macellaio in mano, si appresta a ripetere le gesta di Jack lo Squartatore e a sventrare una prostituta ? Sono, l’una e l’altra, ipotesi assurde, oltre che orride ma poiche viviamo in una realtà assurda oltre che orrida proviamo a prenderle in considerazione. Sapete che cosa accadrebbe? Berlusconi annuncerebbe che lui resta alla guida del governo e andrebbe avanti, ottenendo l’applauso di Gasparri, Cicchitto, Quagliariello, Bossi e soci mentre i poliziotti pubblici e privati e i magistrati che lo vorrebbero in galera sarebbero minacciati di sterminio da folle d’invasati (come avviene nel “Caimano” di Moretti ) o, nella migliore delle ipotesi, perderebbero il posto. Pensate per caso che la conclusione del caso potrebbe essere diversa? Allora date un’occhiata a un fatto non immaginario ma vero e in corso in questi giorni. Si tratta degli sviluppi seguiti alla sentenza di una corte milanese con cui la Fininvest è stata condannata a versare alla Cir di De Benedetti 750 milioni di euro per avergli scippato,nel ’91,grazie a un giudice corrotto, la più grande azienda editoriale italiana , la Mondadori. La sentenza oltre a imporre il rimborso economico del danno provocato indica in Berlusconi il complice dell’atto corruttivo, sia pure sotto l’aspetto civilistico. In qualsiasi parte del mondo un capo di governo investito da un’accusa tanto grave non solo si dimetterebbe ma sparirebbe per sempre dalla scena politica. Berlusconi dichiara invece che resterà a Palazzo Chigi mentre il giudice che ha emesso la sentenza è sottoposto a minacce di violenza e la maggioranza parlamentare annuncia una manifestazione di massa a sostegno del delirio di potere del premier. Ecco, dunque, una situazione che è più assurda e orrida perfino delle ipotesi che abbiamo formulato all’inizio;e che ci costringe a temere che Berlusconi non si fermerebbe e non sarebbe fermato neppure se tali ipotesi dovessero verificarsi.A meno che una parte consistente degli italiani non ritrovino la ragione e il rispetto per se stessi.
da mariopinzauti
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di madrugada dolores il 01/1/70
In attesa che il gallo canti
In attesa che il gallo canti,cioè che l’opposizione politica impari a far bene il suo mestiere – speriamo che cominci a farlo non troppo dopo la scelta del segretario del pd –sta nascendo e si fa sentire e vedere il partito degli italiani che non ce la fanno più a sopportare Berlusconi e il berlusconismo e trovano il coraggio di farlo sapere nonostante le minacce, i ricatti, le falsità che il Cavaliere, tramite l’armata dei suoi piccoli e grandi schiavi, sta diffondendo. Ieri è scoppiata la rivolta nella più importante e redditizia colonia mediatica del primo ministro, il Tg1, dove il più bieco dei proconsoli, il direttore Minzolini, ha subito l’umiliazione di una decisa sconfessione da parte dell’organismo che rappresenta la redazione, il cdr, cui va la nostra totale solidarietà e anche ammirazione, dato che sappiamo quanto siano rischiose, all’interno di questo e degli altri potentati mediatici del premier, le espressioni di dissenso. Sulla stessa linea si sono posti l’Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai e la Federazione Nazionale della Stampa, mentre anche il di solito prudentissimo presidente della Rai Garimberti criticava l’editoriale di ieri di Minzolini. In poche ore è risultato chiaro dunque che il tentativo berlusconiano d’incatenare e imbavagliare la totalità dei dipendenti Rai, a cominciare dai giornalisti, incontra ostacoli enormi, forse insormontabili nonostante l’indecente complicità di uomini come il direttore generale Masi, il sovrano di “Porta a Porta” Vespa, il direttore del Tg1 Minzolini. Questi fatti per noi –e crediamo per molti altri-non possono che essere motivo di una grande ,enorme soddisfazione. Tanto più perché seguono di pochi giorni o addirittura di poche ore altri importanti eventi. Parliamo di “Anno zero”, il programma di Santoro che il leader supremo d’Italia e del mondo tenta di spingere nella cella della morte e invece giovedi scorso ha avuto 7 milioni di telespettatori, il 29 per cento di share. E anche della manifestazione per la libertà di stampa svoltasi sabato a Roma con la partecipazione di 300 mila persone. E’un tutt’uno fatto di elementi che nel cupo clima di pessimismo diffuso dal susseguirsi dei successi dei più vergognosi atti di prepotenza berlusconiana sembrava fino a poche settimane fa inimmaginabile.E invece si è verificato.Non è ancora una conversione a u,fa però sperare che essa possa avvenire e sollecita a non mollare la presa: augurandoci che, per non restare troppo indietro, anche il gallo, presto, si decida a cantare.
da mariopinzauti
L’opposizione non è morta
Sette milioni di telespettatori, uno share del 29 per cento, oltre il doppio di quello ottenuto da Berlusconi il 15 settembre con il suo supershow nelle vesti di salvatore d’Abruzzo e d’Italia a “Porta a porta”. Il risultato guadagnato da “Anno zero”di Michele Santoro nella puntata di ieri sera rimette in circolo la speranza dopo un lungo periodo di pessimismo al cento per cento.
Dimostra che l’opposizione esiste anche se non ancora nella sua sede naturale, il Parlamento. Dunque una parte consistente d’italiani non ne può più di Berlusconi e ha trovato la strada per farlo sapere. Non illudiamoci che la partita sia vinta. Ieri “Anno zero” ha rischiato fino all’ultimo di non andare in onda e, dopo il successo che ha avuto,i tentativi per distruggere il programma, oltre che di screditarlo, certamente si moltiplicheranno. Per questo è necessario, indispensabile far sentire da subito che dietro questa trasmissione televisiva c’è l’appoggio e la solidarietà di tutta l’Italia antiberlusconiana, la quale, evidentemente, è più numerosa e agguerrita di quanto risulti dai sondaggi sbandierati dal Cavaliere..Occorre impegnarsi per il successo della manifestazione di sabato per la libertà di stampa, occorre che quei giornali e giornalisti che ancora non si sono venduti al satrapo prendano posizioni chiare e nette contro la dittatura strisciante, occorre che, finalmente, l’opposizione politica si svegli da un sonno che è già stato troppo lungo.
da mariopinzauti
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di Luca Ajroldi il 01/1/70
Il presidente sempre presente: Berlusconi
“C’è un presidente/ sempre presente,/ che ci accompagnerà!”. “Siamo qui per te,/ cuore e anima,/ un’unica voce:/ Silvio grande grande è!”. Musica del maestro Pino di Pietro, testo di Loriana Lana, paroliera preferita di Silvio. Le immagini del videoclip sono conseguenti: un orgia di Silvio in tutte le salse, con ogni copricapo, in ogni situazione. Insomma, il Grande Timoniere.
Che io ricordi nessun leader politico, in Italia dal 1950 in poi, ha mai avuto la “soddisfazione” di sentir cantare le sue lodi con questo profluvio di parole. Va bene, scherziamoci sopra. Ridacchiamo per la musica e per le parole ma poi fermiamoci un attimo e facciamo una riflessione su noi stessi. Su un paese che sta cominciando a tralasciare i processi democratici per tornare ad inseguire i miti, i simboli di un potere trascendente. Insomma, tra Mao e Stalin. Continua a leggere… »
da luca ajroldi
Il re dei farabutti
Nel lungo elenco di farabutti che Silvio Berlusconi ha declamato di fronte allo scarso pubblico del “Porta a porta” di martedi sera (poco più del 13 per cento di share,nove punti in meno di un mediocre programma di fiction mandato in onda alla stessa ora dal suo Canale 5) mancava, si può dire, il più e il meglio. Cioè il nome dell’uomo che si è autoproclamato il più importante primo ministro d’Italia degli ultimi 150 anni. .Cioè Berlusconi stesso. Il quale, avendo frequentato bene o male le scuole patrie ed essendo, bene o male, arrivato anche a strappare una laurea, dovrebbe avere una conoscenza almeno approssimativa della lingua italiana e dunque sapere tra l’altro che farabutto è sinonimo di imbroglione: un appellativo che in Italia si addice a lui come a nessun altro: come egli stesso si è incaricato di confermare proprio durante la cerimonia di Onna, per la consegna di un gruppo di case ai terremotati e poi anche nel “Porta a porta” dedicato all’evento. Sia nella prima che nella seconda sede infatti il premier ha evitato accuratamente d’inserire nella valanga di autoelogi che si è dedicato un accenno anche minimo all’amministrazione della provincia autonoma di Trento. Senza la quale non ci sarebbe stata la cerimonia. E neppure ci sarebbero state le case, tutte costruite con fondi messi a disposizione dall’amministrazione della provincia autonoma di Trento e dalla Croce Rossa.
Dunque Berlusconi si è inondato d’incenso senza meritarlo. E d’accordo con il fido Vespa, sempre pronto a questo tipo di servizi per solide ragioni (è remunerato dalla Rai con 1 milione e 187.000 euro all’anno!) ha fatto anche di peggio. Ha operato e ha disposto per far calare il silenzio assoluto sul contributo dell’amministrazione provinciale di Trento e della Croce Rossa. A “Porta a porta”non è stato invitato nessun rappresentante né dell’una né dell’altra organizzazione. O meglio al presidente della provincia autonoma è stato proposto di essere presente alla trasmissione. Ma come spettatore, come uno del pubblico. Ovviamente l’offerta è stata respinta. Dellai, il presidente della provincia di Trento, ha fatto sapere a Vespa che avrebbe visto “Porta a porta “in televisione. E così nessuno ha fatto ombra a Berlusconi mentre, di nuovo, il premier si esibiva come il re degli imbroglioni : questa volta, però (speriamo sia una promessa di cambiamento!) riuscendo a imbambolare solo una manciata di telespettatori. Gli altri, i più, hanno preferito un diverso genere di fiction.
da mariopinzauti
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di Emanuele Di Pietro il 01/1/70





