Posts Taggati come ‘elezioni’

Elezioni

I vincitori e i vinti

Da domenica 7 giugno, alle ore 22 e un minuto, da quando cioè è arrivata la prima exit poll sui risultati elettorali, siamo, si può dire, con i polpastrelli sulla tastiera del pc , pronti a far partire il nostro commento sull’esito della consultazione per le europee e le amministrative. Ora, finalmente, ci decidiamo a passare ai fatti, cioè a cominciare a scrivere anche se l’elenco dei dati è ancora incompleto. Lo facciamo dopo esserci convinti che il quadro fondamentale, quello su cui, di più , vale la pena di riflettere, era già chiaro a urne appena chiuse e ci dava, fin da allora, precise indicazioni su cui vale la pena di riflettere. In questo quadro, oltre alle notevoli ma non risolutive soddisfazioni per l’Idv e la Lega e, con numeri più modesti, per l’Udc, dominano due sconfitte:quella del pd e quella del pdl. Il primo di questi due partiti,il pd, nonostante l’appassionato rush finale del segretario Franceschini, ha avuto le gambe tagliate dalle polemiche interne e dell’autodisfattismo di una parte consistente della sua classe dirigente, in cui si sono distinti uomini, come l’assessore regionale campano Velardi, allievo di D’Alema, che ha annunciato, con tanto di dichiarazioni ai giornali che non avrebbe votato per le le liste del suo partito.
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giu  09
9
alle 07:57
da mariopinzauti

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di Giovanni il 01/1/70

Se ve la caverete ancora cosi' bene anche alle prossime elezioni farete la fine del dodo.

unione europea

Il rischio di non essere più un paese normale

In tutti i 27 paesi dell’Unione Europea 375 milioni di persone stanno votando o lo faranno nei prossimi giorni(in Italia avverrà sabato e domenica ) senza avere una chiara idea,o avendola estremamente confusa,sulla destinazione della loro scelta.Quasi ovunque la campagna elettorale è stata al novanta per cento se non al cento per cento solo un confronto sui problemi di politica interna .In Italia è stata ed è fino all’ultimo continua una sorta di referendum sulle deliranti forme di potere di ,Berlusconi, un leader che si è da solo assegnato il diritto del dominio su tutti e su tutto,la verità compresa.Per questo il caso italiano sta diventando unico in tutto il mondo,provocando ,in tutto il mondo,una corale reazione critica da parte dei mezzi d’informazione pressocchè unanimi nell’affermare che nei loro paesi simili comportamenti non sarebbero tollerati e inevitabilmente costringerebbero il loro autore a una ritirata ignominiosa dalla scena politica.In Italia finora,grazie soprattutto alla sottomissione della gran parte dei media,non c’è la sia pur minima avvisaglia che permetta di prevedere che ciò possa avvenire.Anzi, esibendo sondaggi in un momento in cui,a poche ore dal voto,i sondaggi sono proibiti per legge,Berlusconi preannuncia un suo trionfo tale da ridurre le forze dell’opposizione a squallide comparse politiche prive di ogni capacità d’influenza.Noi ci auguriamo che avvenga il contrario e speriamo che la gran parte degli italiani esprima lo stesso augurio e si adoperi,con il voto,per renderlo possibile.Perchè il trionfo di Berlusconi sarebbe molto di più dell’umiliazione dell’Europa e di un incomprensibile sostegno a una politica,quella del governo,che poco,quasi niente sta facendo per la soluzione dei grandi problemi italiani,a cominciare da quelli creati dalla crisi.
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giu  09
4
alle 06:19
da mariopinzauti

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di cheyenne il 01/1/70

No, non è un Paese normale: il Capo del Governo ha usato tutti i mezzi mediatici e non a sua dis...

Sulla graticola

L’autodistruzione

Pur nei momenti in cui la terra sembra tremargli sotto i piedi, non per improvvisi fenomeni sismici ma per le sempre più frequenti contestazioni che gli tocca a sopportare durante il suo trionfale giro elettorale d’Italia (com’è accaduto ieri a Bari) Berlusconi non si stanca di ripetere che la campagna di odio contro di lui si ritorcerà,come un boomerang,contro chi l’ha scatenata. Saremmo non lieti ma lietissimi se la previsione si avverasse. Perchè a guardare bene dentro i fatti si scopre,o meglio si riscopre,che questa campagna l’ha creata,alimentata e continua a farlo soprattutto lui.La rottura del suo matrimonio con Veronica Lario aveva buone probabilità di restare nel privato o di avere echi contenuti se non fosse stato lui a farne un evento mediatico di enormi proporzioni impadronendosi per due ore del più seguito tra i talkshow politici della tv, “Porta a porta “, e non avesse subito dopo preteso due interviste fiume dal “Corriere della sera” e da “La Stampa”,portando così personalmente all’attenzione di qualche milione d’italiani i suoi problemi familiari.Non ci sarebbero stati né Il caso Noemi nè i relativi strascichi-comprese le rivelazioni dell’ex fidanzato della ragazza sulle faraoniche celebrazioni dell’ultimo Capodanno a Villa Certosa,con la presenza,oltre che della bella di Portici, di diecina di altre fanciulle parte delle quali ritratte a seno nudo- se il premier non si fosse precipitato,carico di ori e argenti ,come un novello re mago, alla festa di Casoria e non avesse poi raccontato,sulle ragioni di quella sua presenza,un sacco di balle,parte delle quali da lui stesso smentite.E se,da domenica mattina,buona parte degli italiani considera il Cavaliere un cornuto, facendolo oggetto di lazzi che potrebbero far più male alla sua immagine delle polemiche degli avversari politici ,avviene perché una sua appassionata fan,Daniela Santanchè .intervistata da “Libero”,un quotidiano che quanto a servilismo nei confronti del premier gareggia con il Tg4 e “Il Giornale”, ha dichiarato che la moglie Veronica lo tradisce da molti anni con il suo bodyguard..Dunque,a rigor di logica, se la campagna di odio genererà un boomerang ai danni di chi l’ha prima scatenata e poi favorita a esserne colpito dovrebbe esserne soprattutto se non solo Berlusconi.Almeno in un paese normale.Ma l’Italia lo è?

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giu  09
2
alle 06:25
da mariopinzauti

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di mario pinzauti il 01/1/70

le conclusioni è che bisogna insistere fino a quando gli italiani,o buona parte di loro,si liber...

unione europea

La scomparsa dell’Europa

Più volte in queste ultime settimane i movimenti e le associazioni dell’europeismo hanno accusato i mezzi di comunicazione d’impegnarsi poco, talvolta niente, per richiamare l’attenzione dei cittadini sull’importanza del voto per il Parlamento Europeo. Il rimprovero, ribadito in una conferenza stampa organizzata venerdi 29 dal Movimento Europeo, è più che giustificato, è sacrosanto. A una settimana dalla consultazione l’Europa, per molti giornali, non fa notizia, su alcuni di essi è letteralmente scomparsa. Colpa dei protagonisti della campagna elettorale, cioè i partiti e per essi i loro leader, si replica da parte degli accusati, cioè giornali e giornalisti. I quali, per la verità, qualche arma difensiva la possiedono, anche se non è sufficiente per assolverli del tutto dalle loro colpe e omissioni. Accade infatti che in questa campagna elettorale di tutto si parli salvo che d’Europa.Perfino le vicende personali,divenute d’interesse pubblico perché gettano discredito sul padrone assoluto del potere politico,economico,anche mediatico occupano le prime pagine:e non solo in Italia ma in tutto il mondo.Il pompaggio senza ritegno di atti del governo,il fuoco a zero,su questi stessi atti da parte dell’opposizione,sono quotidiana materia del confronto e dello scontro politici.D’Europa,del fatto che ci si prepara a mandare all’Assemblea di Strasburgo 78 rappresentanti del nostro paese,si parla poco e raramente.O meglio ciascuno riversa ogni tanto sull’avversario il rimbrotto d’ignorare il tema Europa nei suoi interventi preelettorali. A sua volta evita però accuratamente e permanentemente d’inserire il minimo accenno ai fatti e ai problemi europei nel fiume di discorsi,interveniste,dichiarazioni, articoli riversati a pioggia sull’elettorato. Così, mentre i giornali peccano di disattenzione e pigrizia, le “fonti”, cioè partiti e leader, forniscono disinformazione pura sull’importanza e il significato della consultazione. Con la conseguenza di stabilire,di fatto,una joint venture che in non pochi casi incoraggerà l’astensione e in molti altri ,forse la maggioranza, indurrà un buon numero di cittadini a votare per valori o disvalori che niente hanno a che fare con l’Europa

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mag  09
30
alle 10:07
da mariopinzauti

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di mario pinzauti il 01/1/70

Caro Affidabile,se crede mi faccia avere il suo indirizzo e-mail e le invierò,in allegato,un mio...

Elezioni, referendum

Il referendum e il caos delle coscienze

Secondo un sondaggio della Commissione Europea parteciperà al voto del 6 e 7 giugno per l’elezione dei deputati dell’Unione solo una minoranza, il 30 per cento o poco più dei cittadini dei 27 paesi dell’Europa comunitaria, Italia compresa. Non sono stati fatti sondaggi, quindi non sono possibili pronostici altrettanto precisi sul numero dei partecipanti alla consultazione che, in Italia, seguirà di due settimane quella per il Parlamento europeo, il voto per il referendum sulla legge elettorale. I pochi elementi di giudizio di cui si dispone promettono però solo disastri, percentuali di votanti altrettanto raso terra, se non di più, di quelle temute per le elezioni europee. La materia del contendere non è certo tra le più invoglianti dato che si tratta di pronunciarsi su norme elettorali che, dal momento in cui il referendum fu pensato e proposto, sono state profondamente modificate con la legge attualmente in vigore, quella che uno dei suoi principali autori, l’on,Calderoli, ha consegnato alla storia con il colorito appellativo di porcellum. E mentre molti, nell’opinione pubblica,si chiedono se il referendum abbia oggi ancora un senso, o no, continue conversioni a u negli atteggiamenti dei vari partiti e dei maggiori leader generano una sempre maggiore confusione tra i cittadini,con la conseguenza di ridurre la già scarsa volontà di voto. Vedremo presto, tra un mese, che cosa produrrà questo caos delle coscienze e se esso oltre a decidere sulla sorte del referendum-su cui oggi come oggi non scommetteremmo un soldo bucato-avrà effetti collaterali apprezzabili sulla politica nazionale, come chiaramente spera Silvio Berlusconi.

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mag  09
13
alle 09:05
da mariopinzauti

Elezioni, Giravolte, senso del ridicolo

Maledette elezioni permanenti

esterne111919121105192004_bigSul sito del Consiglio italiano per i rifugiati le foto esclusive dei rifugiati rimandati indietro dall’Italia, dopo l’arrivo al porto di Tripoli. A furia di giravolte finirà per girarci la testa e cadremo tutti in terra, come nella vecchia filastrocca. Si dice che i vecchi ricordino benissimo i fatti passati e tendano a dimenticare cosa è successo l’altro ieri. Gli italiani, che sono furbissimi, hanno adottato la tecnica mista che prevede di non ricordare niente del passato e niente dell’altro ieri. In questo modo si ottengono tutta una serie di risultati di grande utilità: tutti possono affermare quello che vogliono e pretendere di avere ragione. Prendiamo il caso degli immigranti irregolari che arrivano sui barconi trasportati dai mercanti di carne umana. Per alcuni sono clandestini venuti per delinquere e vanno respinti in mare ( dal paese si levano applausi scroscianti), per altri
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mag  09
12
alle 04:12
da luca ajroldi

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di cheyenne il 01/1/70

Gentile Dr. Ajroldi, apprezzo la risposta in puro stile navajo. Apprezzo le Sue ponderate rifless...

Elezioni, partito democratico

La Stalingrado d’Italia

In quest’Italia dove Berlusconi poteva vantare fino a pochi giorni fa, cioè prima dell’esplosione del caso Veromica, un settantacinque per cento di consensi popolari, si autosbatte da sola in prima pagina una nuova Stalingrado nostrana:che non è né Bologna né Firenze, un tempo rosse come il fuoco, oggi rassegnate a un rosa sempre più pallido, ma un ex patria di baciapile, sia pur, talvolta, illustri, come Alcide De Gasperi. Parliamo di Trento dove alle comunali il centrosinistra non ha vinto ma trionfato eleggendo un sindaco con oltre il sessanta per cento dei voti dopo aver incoronato, non molti mesi fa, un presidente della provincia autonoma. Applaudiamo, saltiamo e balliamo di gioia:tanto più perché gli avversari sono stati letteralmente ridotti in brache di tela. Tuttavia senza considerare il caso di Trento come il segnale di un’inversione di marcia nazionale. Ci vuol altro. Ci vuole il buongoverno che il centrosinistra ha saputo assicurare a Trento. Ci vuole l’attenzione per i problemi della gente, il contatto ventiquattro ore su ventiquattro con il territorio e i suoi abitanti. Ci vuole,come conseguenza di tutto questo,un solido rapporto di fiducia tra amministrati e amministratori. A Trento si è riusciti a stabilirlo, in tante altre parti d’Italia no. Per questo Trento resta un’eccezione:bella, meravigliosa ma sempre eccezione. Fino a quando-speriamo presto-l’esempio farà scuola in altre parti del nostro paese.

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mag  09
6
alle 08:56
da mariopinzauti

Dibattiti

Sbarramento al 4% alle europee

Via libera del PD alla soglia di sbarramento al 4% per la nuova legge elettorale per le elezioni europee.
Il Partito democratico ha fatto dunque la sua scelta. Dopo il voto del gruppo a favore dello sbarramento, il segretario Walter Veltroni ha detto che con la soglia del 4 per cento per le europee “abbiamo dimostrato coerenza, il nostro obiettivo da sempre è la riduzione della frammentazione”. “Noi non abbiamo alcun interesse a che la sinistra si frammenti e si divida, né abbiamo interesse a una sua radicalizzazione per distinguersi, così da fare il gioco di chi la spara più grossa per distinguersi dall’altra forza di sinistra”. Nessun attacco alla democrazia. Il segretario del Pd ha detto di essere convinto che la scelta non avrà “ripercussioni sulle giunte e le alleanze a livello locale”, precisando che le forze della sinistra radicale “capiscono che non sarebbe conveniente”. Ma, attenti, ha detto Veltroni, “noi non cambiamo la legge europea per calcolo programmatico. La nostra convenienza è più di sistema, se vogliamo definirla così è una nobiltà politica”. “Dire che è un attacco alla democrazia non sta né in cielo né in terra perché la riforma c’è in Europa, era nel Mattarellum ed è in sintonia con l’opinione pubblica”, ha concluso Veltroni.

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feb  09
3
alle 03:41
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

I piccoli partiti devono coalizzarsi, a cosa potrebbe servire in EUROPA una forza al di sotto del...

Notizie

Ottaviano Del Turco

Dopo la vittoria del centro-destra in Abruzzo l’ex governatore del centrosinistra Ottaviano Del Turco, arrestato per tangenti e attualmente ai domiciliari, ormai in rotta con il Pd e Di Pietro, si gusta “la vendetta”: “Che gioia, sono felice per il voto”.
Mi sale un grumo di rabbia a leggere queste parole. Le parole di un socialista, di un sindacalista. Plaude al successo degli avversari politici credendo di vendicarsi per chi non lo ha pubblicamente appoggiato nel suo partito, il PD. Ma era così fragile il rapporto tra Del Turco e il PD se nessuno ha sentito il bisogno di schierarsi dalla sua parte? Oppure l’omra del dubbio, della remota possibilità aveva sfiorato molti ? E allora perchè non uscire allo scoperto, caro Ottaviano, perchè non denunciare apertamente quello che non andava. Comportarsi da politico, avere atteggiamente omertosi e poi sfogare la rabbia con la finta gioia per l’elezione di Chiodi? Secondo il mio modesto parere, durante questo periodo di domiciliari, invece della pittura dovresti dedicarti a qualche seduta di psicanalisi.

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dic  08
16
alle 03:49
da luca ajroldi

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di Fabrizio il 01/1/70

Ma ci rendiamo conto di come siamo messi male?? un soggetto come del turco ( ti scrivo in minusco...

Notizie

Utili insegnamenti

Anche se, mentre scriviamo -nella notte tra lunedi e martedi – i risultati non sono definitivi, nei dati finora noti sull’esito del voto per la regione Abruzzo c’è quanto basta per trarne qualche indicazione che potrebbe essere utile per il centrosinistra. La scarsità senza precedenti (fatta eccezione per qualche referendum) nell’affluenza alle urne mette in evidenza che la decapitazione, per via giudiziaria, della precedente giunta ha creato –e non poteva essere diversamente- confusione e disamore tra l’elettorato, in particolare tra quello di centrosinistra. Le decisioni, annunciate qualche giorno fa da Veltroni, di escludere dalle competizioni elettorali tutti gli inquisiti si confermano così come un’esigenza irrinunciabile per il pd. Avviene quando, per ciò che concerne l’Abruzzo, le uova sono ormai rotte. Proprio grazie a questo disastro tuttavia la lezione risulta oggi più che mai valida e diventa imperativa per il prossimo futuro, per le amministrative di primavera. In vista di questa competizione l’Abruzzo insegna anche -e pure questa è in’indicazione che potrà presto essere utile- che pd e idv, anche l’udc devono una volta per tutte intendersi sulla natura dei loro rapporti a livello nazionale, devono smetterla di passare dalle convergenze agli scontri aperti: altrimenti l’elettorato rischia di perdere la bussola, si astiene o, peggio, scivola nelle braccia dell’avversario. Il quale avversario, nonostante le molte condizioni favorevoli creati per lui dagli errori delle altre forze politiche ,ottiene una vittoria che più di Pirro non potrebbe essere e mette in cassa-conteggiando anche le astensioni-meno di un terzo dei suffragi degli aventi diritto al voto. E anche questo consente alle desolate armate del centrosinistra e dell’udc di guardare oltre con un minimo di fiducia, di considerare il voto di domenica non solo come un momento di sconfitta ma anche come l’occasione per muoversi verso una forse non lontana ripresa.

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dic  08
16
alle 07:53
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Carissimo Daland, concordo in pieno sia con la riflessione che con l'indicazione finale. Conosc...