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Cittadino Berlusconi
Articolo 3 della Costituzione : “tutti i cittadini sono eguali davanti alla legge” . Semplice e comprensibile da tutti, ma proprio da tutti. Bastava tenerlo presente per non incorrere in errori. Bastava averlo davanti agli occhi per evitare di dire assurdità tipo : la legge è uguale per tutti ma non si applica a tutti allo stesso modo (Berlusconi) o altre amenità giuridiche inventate da quel duo di fantasisti della legge che rispondono al nome di Ghedini e Pecorella.
Eppure il semplice riaffermare, da parte della Consulta, un articolo della nostra Costituzione è bastato per far diventare folle di rabbia Berlusconi tanto da dover ascoltare frasi inconsulte tipo: ” Viva l’Italia, viva Berlusconi”. Insomma il Primo Ministro si identifica con il paese, è il paese. Lo incarna. Non ha ricevuto un mandato popolare a termine per governare. Molto di più. Ha ricevuto un’investitura. E questo lo pone sopra gli altri, lo rende differente.
Buona parte del suo elettorato ne è convinta e lo appoggia. Un’altra parte invece si aggrappa a lui, alle sue ricchezze e al suo potere per trarne guadagni leciti o illeciti. Un’altra parte ancora sogghigna ma tace in attesa di raccoglierne le spoglie. L’opposizione ? Già l’opposizione. Defilata, confusa, ancora in mezzo al guado. Da una parte D’Alema e il vecchio schema politico dei partiti e della alleanze, dall’altra Franceschini e un nuovo modo di fare politica, una nuova etica. Il tentativo di costruire aggregazioni e fusioni in grado di far nascere una classe dirigente più giovane e adeguata ai tempi. Non nego che le mie simpatie vadano a Franceschini e alla sua visione della politica pur apprezzando la serietà e la dignità di Bersani. mi auguro che il popolo delle primarie, il 25 dia una dimostrazione imponente della sua presenza e della sua volontà.
da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
Casini e i 30 denari
Premessa. Gianfranci Fini:” Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso”. “Il dibattito sulla bioetica – dice il presidente della Camera – è complesso e mi auguro che venga affrontato senza gli eccessi propagandistici che ci sono stati da entrambe le parti perchè queste sono questioni nelle quali il dubbio prevale sulle certezze”.
La prima replica viene dall’Udc. E i toni sono terrificanti: “‘Si tratta di un appello alla discriminazione verso i cattolici impegnati in politica e tutti coloro che vivono una fede o credono ad una religione. Il presidente della Camera ci riporta nel piu’ buio dei totalitarismi neri nel Novecento”.
Io avevo preso PierFerdinando Casini e il suo partito l’UdC come un abile manovratore sul terreno della politica-politicante. Invece mi accorgo che la vendita all’ala più oscurantista e retrograda della Chiesa è già avvenuta. Non perderò e non vi farò perdere tempo nel ripetere le note posizioni su uno Stato laico. Ma devo dedurre che nel risiko del marketing politico, Casini ha deciso di pescare nella destra più conservatrice degli ex DC che ora galleggiano, smarriti, all’interno della PdL. Questo vuol dire aver abbandonato il centro a Berlusconi e Franceschini. Mentre la Lega difende un voto eterogeneo e viscerale, la Sinistra continua a dividersi a farsi l’analisi del sangue per stabilirne il grado di purezza. L’elettorato di centro-sinistra perde frange a sinistra che motivano il loro voto come “segnali di insoddisfazione”. Come se ci fosse ancora bisogno di segnali. Ancora non si è capito che siamo nuovamente sull’orlo di una frattura tra gli insoddisfatti e gli arrabiati e questi ultimi, messi all’angolo, possono reagire fuori dagli schemi. Dimenticavo Di Pietro. Mi dispiace, ma Di Pietro e la sua Italia dei Valori sono residuali in questa partita. Tonino è e resta il simbolo sia di “Mani Pulite” sia di una mancanza totale di progetto politico. La rabbia aggrega, momentaneamente, ma non fa nascere i partiti ne fa crescere i cittadini.
da luca ajroldi
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di daland il 01/1/70
Santoro ? Un falso problema
Non amo Santoro e la sua squadra. Troppo schierati, a volte settari. Ma vivaddio fuori dal coro e giornalisti veri. Premessa indispensabile per arrivare a due considerazioni: criticarlo è permesso a tutti ( anche a Fini e Berlusconi) chiederne l’abolizione o la censura è vietato a tutti. Sia al padre nobile del giornalismo televisivo Sergio Zavoli sia al nuovo presidente della Rai Paolo Garimberti. E invece questo si sta tentando di fare. Utilizzando furbescamente le urticazioni che Santoro è in grado di provocare lo si attacca e si cerca di montare un caso presso l’opinione pubblica in modo da screditarlo. Bisogna riconoscere che gli strateghi del PdL hanno studiato a lungo e con profitto le tecniche messe in opera nell’ex Unione Sovietica dal KGB per distruggere politicamente e fisicamente gli avversari. Bisogna riconoscere che il nostro ( Santoro e colleghi) fa di tutto per offrire appigli agli avversari. Un po’ come i giocatori di calcio che a furia di protestare per una decisione sfavorevole si fanno ammonire ed espellere lasciando così la squadra in 10.
Venendo alla trasmissione di giovedì, dico che è sbagliato parlarne, aprire una discussione con i relativo distinguo. Così facendo si commette un errore grossolano: si da fiato e si ingigantisce il lavoro di distruzione che viene fatto da chi ha interesse a far tacere tutti quelli che vogliono tenere la schiena dritta. Dunque l’unico atteggiamento possibile è e deve essere : ” la libertà di stampa non si tocca”. Critica libera, denunce se ci sono falsità o illeciti ma difesa a tutto campo contro chi, e sono molti, cerca di rendere giornali e tv un unico e ossequioso “coro”.Specie a 50 giorni dalle elezioni europee. Che magnifico palcoscenico, vero. No. Non sono cinico, so come la pensano lorsignori.
da luca ajroldi
Nasce il PdL
Eccosì Berlusconi dopo aver fatto nascere Milano 2, Fininvest, Mediaset e aver comprato Aziende ( non sempre gli è andata bene) ha deciso di far nascere il suo partito personale: il PdL. Suo personale perchè Lui ha deciso tutto: dall’assegnazione dei posti ( nelle prime file solo giovani e ragazze perchè questa è l’immagine che devono rilanciare le televisioni) al kit del delegato, da chi parlerà a chi non sarà invitato ( tutti gli altri partiti) da cosa si mangerà a come sarà addobata la sala. I giornalisti accreditati all’evento ( perchè di questo si tratta mica della solita rottura di scatole della politica con i logori e noiosi discorsi di sempre ma poche chiacchiere e stacchetti musicali eseguiti in diretta dall’orchestra di Demo Morselli) sono 700 e seguiranno i lavori da un maxischermo in un altra sala e per loro sarà molto difficile avvicinare i delegati. E già, per quale motivo poi avvicinarli ? Per farli parlare? Inutile, direbbero le solite cose. A parlare ci pensa uno e uno solo. Ecchediamine.
I giornali, non sapendo cosa scrivere su questo evento aziendale s’inventano una tensione Fini-Berlusconi. Ovviamente solo un gioco delle parti per animare questi inutili tre giorni di cui si è già detto tutto ma su cui non c’è poi niente da dire. Tanta immagine da strapaese, niente idee e niente politica. Amen
da luca ajroldi
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di cheyenne il 01/1/70
Requiem per un partito suicida
Cambia poco nella sostanza la smentita dell’affermazione che ,secondo voci peraltro molto attendibili , Fini avrebbe fatto al capezzale della moribonda An:“non entriamo nel nuovo partito per dire signorsì”. Quella frase,se confermata, poteva essere spacciata come un debole sussulto di dignità della moribonda forza politica che sta per consegnarsi,con mani e piedi legate,al partito unico che Berlusconi propone per ora al centro destra e domani,presto,se continuerà ad andargli bene, a tutti gli italiani.A qualche dirigente aennino è forse sembrata troppo,è sembrato che essa,se fosse stata resa pubblica,avrebbe irritato il padrone supremo .I colonnelli di quella che fu An e forse anche quello che fu il loro leader,Gianfranco Fini,non se la sono sentita di osare tanto.E hanno fatto bene:perché con le parole di quella dichiarazione non avrebbero sfidato Berlusconi,avrebbero solo finto di farlo, prendendo apertamente e vergognosamente per i fondelli il loro elettorato.Che senso infatti avrebbe avuto dire che essi non entravano nel partito per genuflettersi davanti a Berlusconi dopo che hanno accettato che il Presidente del Consiglio sia il loro leader vita natural durante oltretutto senza ricorrere a voti congressuali,referendum,altre forme,più o meno importanti di consultazioni popolari e dopo che essi, avevano sottoscritto,e addirittura davanti a un notaio,un accordo secondo il quale gli uomini di An avrebbero avuto nel nuovo partito, nel Governo,in Parlamento,nelle amministrazioni locali solo una minoranza,sia pur corposa,non oltre il trenta per cento, degli incarichi disponibili? Si sono condannati da soli a essere servi e succubi per sempre. Negarlo mentre il loro partito muore per suicidio sarebbe stato solo ridicolo.
da mariopinzauti
Berlusconi e lo scontro istituzionale.
L’uomo non sa quello che dice o se lo sa non si rende conto dei rischi. La scelta di votare un decreto che il Quirinale non firmerà perchè evidentemente anticostituzionale non lo turba. E’ Presidente del Consiglio in Italia ma si crede Putin e si comporta nello stesso modo. Ecco le posizioni delle forze politiche.”Credo che il presidente del Consiglio voglia deliberatamente creare un incidente istituzionale” commenta Walter Veltroni. Per il segretariod el Pd quello di Berlusconi è “un comportamento totalmente irresponsabile. Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra. Oggi è un momento molto grave che non ha precedenti nella storia recente”. E la gravità del momento è sintetizzata dalle parole di Livia Turco (”Il governo è eversivo e arrogante”) e di Pierluigi Bersani (”le scelte di Berlusconi costituiscono una lesione di alcuni pilastri fondamentali della democrazia repubblicana”). Di “governo fascista” parla l’Italia del valori, mentre Antonio Di Pietro si schiera con napolitano che “non poteva fare altro rispetto alla forzatura e alla strumentalizzazione della vicenda englaro da parte di Berlusconi”. Durissimo il segreario del Pdci Oliviero Diliberto afferma: “Siamo al colpo di Stato”. La radivale Emma Bonino si appella a Veltroni: “In gioco non c’è un problema di sanità, ma di libertà. Mi appello a lui e alla maggioranza affinchè si dia vita ad una grande mobilitazione. Se infatti non c’è la mobilitazione del Paese, c’è la resa”. L’Udc, invece, concorda con il governo: “Condivido pienamente la scelta” afferma Pier Ferdinando Casini.
da luca ajroldi
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di luca ajroldi il 01/1/70
La dichiarazione universale dei diritti umani
The Universal Declaration of Human Rights from Seth Brau on Vimeo.
Mi piacerebbe infliggere questo splendido video che ho prso da Blogyourmind come condanna per il parlamento italiano. Obbligo di visione prima di ogni seduta. Così, per sicurezza, in modo che nessuno dimentichi, Presidente Fini compreso. Che ne dite?
Roma: una città impaurita
Roma è la città più impaurita del mondo. E’ questo il verdetto del Censis e della Fondazione Roma che, in un’indagine svolta su dieci metropoli (New York, Bombay, Londra, Parigi, Il Cairo, San Paolo, Mosca, Pechino e Tokyo), hanno evidenziato come la città eterna sia la ‘capitale del disagio’, quella che ha più paura e che manifesta, per il 58% dei cittadini, “il più alto tasso di inquietudine esistenziale”.
“A Roma e in Italia sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale – ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma che presenterà la ricerca al World Social Summit che si terrà nella capitale dal 24 al 26 settembre – mentre nelle altre metropoli internazionali ci sono altri problemi, come la fame”.
Tranciante il giudizio del sindaco Gianni Alemanno: “Questa è la Roma di Veltroni (ex sindaco della Capitale ndr): l’inquietudine c’è ed è chiaro che poi c’è un’inquietudine di carattere sociale legata al ciclo economico”. Povero sindachetto, costretto ad arrampicarsi sugli specchi e a litigare con se stesso. Già, ricordate la frase sul fascismo buono e le leggi razziali cattive ? Bacchettato da Fini,lo spaesato Alemanno si affrettato a dire di essere d’accordo con lui. E in disaccordo con se stesso?
da luca ajroldi
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di Emanuele il 01/1/70
probabilmente avevo ragione io quando dicevo, in risposta ad un Suo post,che...





