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Dopo la ragazza con la farfallina
Ora che è stata premiata-con una vicedirezione del tg1- la ragazza che si era esibita davanti alle telecamere con al collo la farfallina regalatale da Berlusconi cadono gli ultimi dubbi sul fatto che il premier e i suoi intendono fare carne di porco di quello che è, o meglio era, il servizio pubblico radiotelevisivo. Tanto più perché questa nomina per servizio ricevuto si accompagna ad altre promozioni a dir poco sbalorditive (tipo quella del direttore di Isoradio, pescato tra i collaboratori a termine) e a una politica degli investimenti che fa soprattutto, talvolta soltanto, gli interessi di Mdiaset. Così stando le cose, cioè male, malissimo, e promettendo di stare anche peggio nel prossimo futuro,c’è da chiedersi che senso ha per i rappresentanti dell’opposizione restare nel cda e per il presidente Garimberti ostinarsi, ogni tanto, quando l’atmosfera si fa particolarmente irrespirabile,a tentare di esercitare la funzione di garanzia che gli è stata affidata. Votazioni contrarie, astensioni, mancata partecipazione alle riunioni del cda, commenti indignati sulle porcate già commesse o annunciate, si rivelano sempre più inutili e, con il tempo, divengono veri e propri boomerang perché davanti all’opinione pubblica finiscono con il provare solo l’ impotenza degli autori di queste iniziative.Ma se è così-e pochi dubbi ormai sussistono sul fatto che sia così-non sarebbe meglio andarsene, lasciando agli altri, quelli che ritengono di poter,anzi dover comandare sempre, l’opportunità di ottenere quanto meritano ma forse non desiderano,cioè di firmare da soli i misfatti e le vergogne di cui sono i soli responsabili? Non si risolverebbero i problemi ma almeno si salverebbe la faccia.E di questi tempi non sarebbe un risultato da poco.
da mariopinzauti
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di mario pinzauti il 01/1/70
Due interrogativi
A differenza di quanto spesso è avvenuto in passato i governi del G8 e G14 manterranno questa volta i solenni impegni presi all’Aquila per gli aiuti al Terzo Mondo? Le parole hanno già detto di si, per i fatti resta ancora da vedere. Si vede da subito invece che qualcuno, già alla fine del vertice, si è portato a casa qualcosa di apprezzabile. Non è accaduto però ai rappresentanti dei paesi del Terzo Mondo ma ai leader dei paesi industrializzati presenti alla riunione dell’Aquila. Ognuno di loro ha avuto in dono da Berlusconi un giaccone gruffato e un libro unico nel suo genere oltreché, riteniamo, nel suo valore. Si tratta di un volume dedicato ai capolavori del Canova. Pesa ventiquattro chili, ha come copertina e controcopertina due lastre di marmo pregiato e ha le varie pagine collegate l’una all’altra con fili d’oro. Ma quale riferimento tematico puè esserci tra questi due regali da nababbi e le miserie dei popoli del terzo mondo su cui tanto hanno discusso nei giorni passati i cosiddetti grandi della Terra?
Mentre vi spremete le meningi per cercare la risposta giusta l’interrogativo resta sospeso su un altro momento delle gloriose giornate aquilane. Durante la conferenza stampa conclusiva un giornalista ha chiesto al Presidente del Consiglio se, dopo i successi secondo lui ottenuti al vertice, sono ipotizzabili, in campo legislativo, collaborazioni tra governo e opposizione.”Si ma non con questa opposizione”,ha risposto il premier. Ha forse alluso, con queste parole, al proposito di favorire la costituzione di un’opposizione che sia a sua immagine e somiglianza? Lo staff berlusconiano non ha né smentito né confermato l’ipotesi. Ma forse con un modesto sforzo d’immaginazione possiamo trovare da soli qual è la soluzione del poblema.
da mariopinzauti
Costretti all’opposizione
A poche ore dal momento in cui il Mibtel perde il 4% e mentre si apprende che gli assistiti dalla Cassa Integrazione sono cresciuti di oltre il 500% il primo ministro dice che,in Italia,la crisi non è tragica,nemmeno drammatica,che la drammatizzazione è invenzione dei giornali.Cieco e sordo davanti alle proteste dell’esercito dei disperati che hanno appena perso il lavoro o stanno per perderlo, ancora il premier non solo respinge il rimedio che l’opposizione gli aveva proposto,un assegno per tutti i disoccupati ,ma tenta di ridicolizzarlo con una battuta che è un’ignobile provocazione consumata sulla pelle di chi avrebbe bisogno di un immediato soccorso. Dice infatti Berlusconi che l’istituzione dell’assegno di disoccupazione inciterebbe le aziende a licenziare e i lavoratori disonesti a raggiungere con disonesti imprenditori disonesti accordi in modo da continuare l’attività in nero,senza pagare le tasse e i contributi e ricevendo sia lo stipendio, sia pure decurtato, che l’assegno di disoccupazione. E non finisce qui. Dopo aver annunciato per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina stanziamenti che furono già decisi dal Governo Prodi ed erano quindi già disponibili afferma che per la Cassa Integrazione gli interventi decisi dal governo non solo bastano ma sono in esubero. E’come dire che sono anche troppi mentre dovrebbe essere noto almeno a chi è alla guida del governo che centinaia di migliaia di ex precari ed ex lavoratori a progetto, oggi sul lastrico, non ricevono un solo centesimo di aiuto.
Dopo la sconfitta in Abruzzi, quella in Sardegna, le dimissioni di Veltroni, il difficile decollo di Franceschini tante volte abbiamo avuto la tentazione di gettare la spugna e darci all’ippica. Ma sentire o leggere parole come quelle appena riferite ci ha costretto e ci costringe a cambiare idea: facendoci capire che l’opposizione a tanta vergogna è un obbligo per coloro che vogliono conservare un minimo di rispetto per se stessi.
da mariopinzauti
Il buonismo è finito. il PD se ne faccia una ragione
Non sono perplesso. Sono un uomo di mondo. Ho viaggiato per questo pianeta in lungo e in largo e ,alle volte, quando mi domandano in quali paesi io sia stato mi diverto a rispondere con una boutade vicinissima alla verità: faccio prima a dirvi dove non sono stato.
Ebbene tutta questa esperienza di paesi e della loro visione della politica mi porta a constatare un’altra anomalia di questo effimero paese che è la Bellitalia: in un momento di crisi globale, con ampi strati della società civile in affanno se non addirittura a rischio povertà, con il sistema paese ingarbugliato e impastoiato, ricco di ritardi e di polvere, con il sistema scolastico portato a discutere sul maestro unico o prevalente ( sottile distinzione semantica su cui è basata tutta l’attuale politica) di cosa si discute tutti i giorni, in tutti i dibattiti televisivi, in ogno salotto tv, in ogni tg ? Dei malanni dell’opposizione. Delle sue lotte interne, vere o presunte, della debolezza del segretario, della perdita di consensi presso l’elettorato. Tutto vero per carità.
Tutto giusto. ma, perdiana, vi sembra il momento ? Non abbiamo situazioni peggiori ? Problemi e nodi irrisolti? L’azione del governo è congrua? La social card che da 40 euro, quanto è costata? Si poteva agire diversamente ? La detassazione delle tredicesime era possibile? L’aiuto alle banche è stato dato ponendo precise condizioni?
L’attuale politica quanto si discosta dal piano esposto a suo tempo da Licio Gelli, venerabile maestro della P 2 ? Cicchitto, membro della suddetta P2, allontanato dal PSI può ergersi a tutore della morale? Economisti, opinionisti, maitre a penser potrebbero essere disturbati per dire la loro su questo e tanto altro piuttosto che sulla diarchia D’Alema-Veltroni? Mancanza di fantasia o disegno preordinato ? Per un paese abituato da sempre a correre in soccorso del vincitore, propendo per la seconda ipotesi.
da luca ajroldi
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di Arcangelo Deo Feo il 01/1/70
E se davvero fossero state solo poche centinaia di migliaia di presenze ?
E se, ammesso e non concesso, fosse vero o vicino al vero che le cifre diffuse in tempo reale da fonti ufficiose che si sono autodefinite vicine alla Questura sono quelle che, con più credibile approssimazione, forniscono il numero delle persone che dall’immenso catino del Circo Massimo,sabato pomeriggio, hanno seguito il comizio di Walter Veltroni? Se cioè i presenti in grado di ascoltare le parole del leader del pd fossero stati dai 200 ai 300 mila e non i due milioni e mezzo dichiarati dagli organizzatori della manifestazione?
Certamente, anche se così fosse, ci troveremmo di fronte a un calcolo che non solo sarebbe di dubbia fondatezza e ancor minore imparzialità, vista la prontezza con cui di esso si sono impadronite, sbandierandone le cifre urbi et orbi, le fonti ufficiali governative e del pdl ma che, oltretutto, non prenderebbe in considerazione e quindi non conteggerebbe la vera e propria marea umana che non trovando posto al Circo Massimo ha seguito il comizio, si può dire, a pezzi e bocconi, dalle strade che fanno da anello al pratone su cui sorgeva l’antica arena e da quelle che lo collegano con il Colosseo, la Piramide, l’Aventino, tutte le zone da cui affluivano i cortei e le persone giunte con la metropolitana,gli autobus,mezzi propri. In tutto , ha calcolato Eugenio Scalfari, che ha voluto unirsi a loro per vedere e capire, altre centinaia di migliaia di manifestanti. Dunque se non proprio i due milioni e mezzo annunciati dagli organizzatori certamente molti di più di quelli che con grande fretta e zelo sono stati dichiarati dalle fonti ufficiose della Questura. Certamente tanti, quanti da moltissimi anni il centrosinistra non riusciva a portare in piazza:e, quel che è più importante, tutti o gran parte espressione di un’imprevista resurrezione di un’opposizione che prima la sconfitta elettorale di aprile e poi lo stato di rassegnazione seguito a tale sconfitta facevano ormai ritenere impossibile:tanto più alla luce degli allucinanti sondaggi che Berlusconi annunciava e tramite il suo universo di mezzi di comunicazione portava all’attenzione dell’opinione pubblica sulla pressocchè totale resa popolare al suo dominio personale e politico. Quando Veltroni, al circo Massimo,ha detto che il risultato di quell’incontro tra popolo e forze politiche del centrosinistra superava ogni aspettativa non si è riferito solo agli importanti numeri dei presenti ma anche, anzi soprattutto, alla prova che la manifestazione dava del ritorno in vita e in campo di una opposizione popolare forte e determinata.
Questa per certi aspetti inattesa prova,come il vostro inviato al Circo Massimo già notava ieri,può aprire ora nuove,importanti ,fino ad ieri insperabili prospettive alla situazione politica italiana. A condizione ,però,che le forze politiche di centrosinistra, prima di tutti il pd, non si limitino a esprimere consensi, come subito hanno fatto, ma prontalmente raccolgano gli stimoli e le offerte di collaborazione che sabato , per certi aspetti a sorpresa, la piazza ha loro offerto,
da mariopinzauti
Da vostro inviato al Circo Massimo
Secondo una giovane donna che assiste al comizio di Veltroni con un bambino di pochi mesi in braccio i presenti sono almeno un milione di mezzo. No, molti di più, corregge un ragazzo dall’accento piemontese: sono,dice, due milioni e mezzo. E questa cifra, a fine manifestazione, viene fatta propria dagli organizzatori che parlano, anche loro, di due milioni e mezzo di partecipanti. Secondo qualche telegiornale,ad esempio il Tg2,l a Questura ma solo attraverso fonti ufficiose, che non dichiarano cioè paternità, maternità, luogo di nascita e di residenza, la cifra è minore ,250.000-300.000 e questo calcolo autorizza Fabrizio Cicchitto, che come portavoce del pdl conosce forse la paternità, la maternità , il luogo di nascita e residenza delle fonti ufficiose, a sentenziare che si è trattato di un flop: tuttavia senza spiegare perché, se davvero di flop si è trattato, il suo capo supremo si è agitato tanto nella capitale cinese chiedendo e prontamente ottenenendo per ben due volte nel giro di poche diecine di minuti nel corso dell’edizione delle 13,30 del Tg1 del 25 ottobre di proclamare in voce e in video che la manifestazione romana non provoca preoccupazione alcuna né al governo né a lui personalmente. Berlusconi non poteva dimostrare in modo più convincente il suo disinteresse per l’avvenimento facendo una bella passeggiata sulla Grande Muraglia e comprando sete cinesi per l’adorata Veronica? Se non l’ha fatto, costringendo il povero Gianni Riotta (il direttore del Tg1) a una nuova umiliante genuflessione, il flop ci deve essere effettivamente stato . Solo che ad accusarne dolori e dispiaceri non è stato Veltroni e il pd ma Berlusconi, il quale, meschino, poveretto, nel caldo pomeriggio ottobrino del Circo Massimo ha assistito-via satellite televisivo-allo spettacolo, per lui orrendo, della rinascita dell’opposizione, dei due milioni e mezzo,o un milione e mezzo,o pochi più pochi meno, comunque tanti, troppi per i suoi gusti venuti a testimoniare da tutta Italia che una parte consistente del paese, contrariamente a quanto gli avevano giurato e spergiurato i maghi dei sondaggi, non ha ancora piegato la testa al nuovo autoritarismo e chiede al Pd e agli altri partiti del centrosinistra di considerare il 25 ottobre come la data di partenza di una forte, decisa controffensiva .
da mariopinzauti
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di ROSATO LUIGI il 01/1/70
Nonostante il fuoco amico
Non manca il fuoco amico che sembra voler fare di tutto per convincerci a risparmiare alle nostre chiappe ottantunenni lo sforzo di lasciare le pigrizie della cittadina nera in cui abitiamo per affrontare gli strapazzi e forse anche le delusioni che potremmo trovare sabato prossimo nella città eterna, oltretutto anch’essa, da qualche mese coloratasi, a tradimento, di tinte nerastre. L’ultimo scontro tra Veltroni e Di Pietro deflagrato con una tempestività da Guinness. La partita a scacchi per la Consulta e la Commissione di Vigilanza. I tentennamenti di chi-come Marco Follini- consiglia prudenza per salvare le possibilità-solo secondo lui ancora esistenti- di dialogo tra maggioranza e opposizione . Meno male che c’è il fuoco nemico che costringe a tenere gli occhi aperti, spalancati anche chi ha, o crede di avere, tanto sonno. Vedi Berlusconi che dieci volte al giorno dalle televisioni di sua proprietà e in quelle che dovrebbero essere pubbliche e sono invece al suo servizio-come ha riconosciuto la non ancora schiavizzata Autority- tuona contro tutte le manifestazioni-escluse, s’intende, quelle organizzate da lui- definendole antidemocratiche e anche inutili visto che lui comunque continua a fare i suoi porci comodi, cui non manca di aggiungere, appena gli si presenta l’occasione, qualche ghiotta novità, quale il passaggio dell’Italia, paese tra i fondatori dell’Europa comunitaria nel gruppetto dei paesi euroscettici. Vedi tutti gli uomini e omuncoli del re, da Gasparri a Italo Bocchino, a Quagliariello , a Cicchitto e al finto superpartes presidente del Senato Renato Schifani, ripetere il ritornello messo nazionalmente e internazionalmente in onda dalla voce del padrone e chiedere, anzi intimare all’opposizione di non farsi né vedere né sentire sabato a Roma.Non c’è abbastanza,forse anche di più, per convincerci che ora o forse mai più è il momento di dimostrare,prima di tutto a noi stessi, poi a tutto il paese, che l’opposizione ancora esiste è ancora forte e se si impegna è ancora in grado di costruire solide difese contro l’esercito dei padroni delle ferriere del ventunesimo secolo guidato da Berlusconi e sostenuto dalla Confindustria di Emma Marcegaglia? Vorremmo crederlo. Certamente lo speriamo. E per verificare la solidità di questa speranza sabato verremo a Roma. Non soltanto per Veltroni, D’Alema, Di Pietro, anche per noi, soprattutto per noi ragazzi dai quindici agli ottanta anni e oltre.
da mariopinzauti
Perchè esserci
Luca Ajroldi, assieme a tanti altri, ha ragione prima di stupirsi e poi di scandalizzarsi perché il gradimento degli italiani a Berlusconi è arrivato al 62 per cento, nonostante le leggi ad personam, il lodo Alfano, la continua umiliazione del Parlamento con il sempre più frequente ricorso ai decreti legge. E reazioni non diverse meritano, da parte di Ajroldi e di tanti altri, le correzioni che Silvio, con un finto imbarazzo che tanto si addice alla sua faccia di tolla, apporta all’incredibile dato dicendo che, a quanto risulta da sue informazioni da fonti certe, il gradimento popolare a suo favore ha raggiunto e sta superando addirittura il settanta per cento. Dieci-quindici punti in più o dieci-quindici in meno poco cambiano, siamo davanti allo spettacolo di un popolo che pur avendo alle spalle esperienze che dovrebbero aver lasciato segni profondi,dal fascismo alla faticosa e sofferta costruzione della democrazia, si comporta come se fosse nato ieri e si fa mettere l’anello al naso dal primo venuto,come ci si aspetta che accada solo in romanzi come “Buio a mezzogiorno” o “1984”.A meno che,s’intende,questa oscena storia di fantapolitica che sta mettendo radici nella vita dell’Italia contemporanea non si spieghi con l’assenza di un’opposizione forte ,autorevole in grado di rappresentare una resistenza all’arroganza,al sopruso,all’autoritarismo sempre meno strisciante.Per la verità questo tipo di opposizione dopo aprile dice,assicura,di esistere ma finora-salvo le indispensabili ma inadeguate guasconate di Di Pietro-poco si è vista e meno si è sentita.E in questo vuoto l’occupazione totale da parte berlusconiana è potuta e può facilmente avvenire .La manifestazione del 25 ottobre al circo Massimo a Roma,se radunerà ,come promette,centinaia di migliaia di persone,se annuncerà l’inizio di una battaglia civile ma decisa contro i nuovi barbari potrebbe essere l’inizio di un nuovo corso.Nè noi né nessun altro può garantire la sicurezza del risultatoMa vale la pena di provare.Per questo noi,speriamo con tanti altri,al circo Massimo,quel giorno,ci saremo-
da mariopinzauti
La linea del Piave
Non passa giorno senza che le votazioni per l’elezione del presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulle Radio e Tele Diffusioni non si concludano con una fumata nera a causa del rifiuto della maggioranza a sostenere il candidato dell’opposizione, Leoluca Orlando. E non passa giorno senza che, di fronte a questo mortificante risultato, la gran parte dei quotidiani non faccia circolare la voce di pressioni o addirittura trattative per uscire dall’empasse ricorrendo, da parte dell’opposizione, a un cambio di cavallo, scegliendo cioè la Melandri, o Giulietti, o Gentiloni, o un parlamentare udc, o anche lo scemo del villaggio uno qualsiasi purchè Leoluca Orlando si levi dai piedi e venga riconosciuto il diritto divino di Berlusconi e dei suoi a imporre la propria volontà e il proprio dominio su tutto, perfino quando si tratta di decidere su scelte che, come quella del presidente della Commissione, sono lasciate, per consuetudine parlamentare, all’opposizione. Finora i chiamati in causa da questi gossips hanno tutti smentito con sdegno. Ci auguriamo che continuino a farlo e che lo facciano i loro partiti fino a che l’uomo che, senza essere sfiorato dalla minima ombra di dubbio, si ritiene, e si comporta, da monarca, non abbassi la cresta e ordini ai suoi bravi di fare altrettanto. Per il Pd, l’Idv, l’Udc le votazioni alla commissione parlamentare costituiscono ormai una sorta di linea del Piave. Con il lodo Alfano, le altre leggi ad personam, i minacciosi avvertimenti alla Corte Costituzionale e ai magistrati del processo che lo vede imputato assieme all’avvocato Mills, con inoltre l’annuncio che egli ricorrerà sempre più spesso ai decreti legge e addirittura proporrà, anzi imporrà la riforma dei regolamenti parlamentari per ridurre all’osso la durata del lavoro legislativo il premier ha già ampiamente dimostrato dove vuole arrivare e dove ci vuole portare. Se gli si permette di appropriarsi anche di scelte che spettano all’opposizione tanto vale darsi all’ippica non senza prima aver messo una bella pietra sopra a progetti come quello della manifestazione del 25 ottobre
da mariopinzauti
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di il 01/1/70





