Posts Taggati come ‘pd’

Notizie, partito democratico

Noi ci saremo

Si aprono crepe vistose nella Grande Muraglia di quello che sembrò l’immortale impero berlusconiano.Qualche giorno fa l’ex primo consigliere di fiducia Ferrara,sul “Foglio”ha scritto-parafrasando il titolo di un libro di Vittorio Gassman- che il futuro del sovrano è “alle sue spalle”.Ieri un gruppo di deputati finiani,tra cui la direttrice di “Il Secolo”,Flavia Perina e il Vicepresidente della Commissione Antimafia, Fabio Granata, facendo infuriare la Lega e anche il capogruppo del pdl alla Camera,Fabruzio Cicchito,hanno firmato,assieme a Walter Veltroni e altri deputati del pd ,dell’idv e dell’udc ,una proposta di legge per riconoscere facoltà di voto agli immigrati residenti in Italia da cinque anni.Ancora ieri Berlusconi ha smentito il più appecoronato e squallido dei suoi yesman,il presidente del Senato Schifani,respingendo l’eventualità di elezioni anticipate..E intanto l’’affare Cosentino provoca malumore e nervosismo tra tutti coloro che nel pdl vogliono che sia salva almeno la decenza.Non è ancora la caduta degli dei ma i segnali che l’annunciano s’infittiscono e rendono chiaro a tutti,anche a chi agli affari della politica dà solo rare e svogliate occhiate, che,a questo punto,un’offensiva comune delle forze dell’opposizione potrebbe favorire il principio della fine.E pure,a tutt’ora,di quest’offensiva non si vedono neppure i preparativi.Si assiste ,anzi, ad atti e parole che sembrano fatti apposta per ostacolarla.E’questo ad esempio il caso dei bastoni tra le ruote che si stanno mettendo alla preparazione della manifestazione di protesta contro il berlusconismo indetta per il 5 dicembre da migliaia e migliaia di bloggers.Di Pietro ha dato l’adesione della sua Idv,il pd no,o meglio non colpirà con i fulmini della scomunica gli iscritti e i simpatizzanti-già molti,pare-decisi a partecipare ma senza il coinvolgimento dei suoi dirigenti perché si tratta-dicono questi ultimi-di una manifestazione non indetta dal partito.E’una questione della peggiore lana caprina e rischia di spingere il nuovo pd,quello proposto dalla segreteria Bersani ,verso un ruolo di forza passiva,solo spettatrice dei cambiamenti che potrebbero essere in arrivo.E’un ruolo che noi non possiamo condividere.Per questo ci uniamo ai blog che promuovono la protesta del 5 dicembre e ci impegnamo a essere presenti,quel giorno,alla manifestazione.

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nov  09
19
alle 08:19
da mariopinzauti

Dibattiti, Partiti

Rutelli e l’Alleanza

Credo, anzi ne sono sicuro, che l’uscita di Rutelli dal PD debba essere analizzata in modo più approfondito e meno giornalistico. Alleanza per l’Italia, il suo nuovo partito, si porta dentro alcuni “pezzi pregiati” del PD come Linda Lanzillotta su tutti. Per quanto io personalmente sia propenso a pensare tutto il male possibile di “cicciobello”, per le sue giravolte, per i suoi cambi di rotta, per le sue conversioni sulla via di Damasco, per la sua straordinaria capacità di apparire e la totale assenza di essere, temo però che questa volta l’animale politico abbia fiutato l’odore di muffa e di stantio che emana dal nuovo Partito Democratico di PierLuigi Bersani. Le primarie, dice la Lanzillotta e io condivido appieno, sono state «un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada». Ovvero: «Bersani è stato il punto d’approdo della crisi, che credo irreversibile». Lanzillotta osserva che «il Pd ha già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista. È approdato nel gruppo socialista in Europa e ha mantenuto un collateralismo con il sindacato. Se non vuole essere destinato alla marginalità – aggiunge – ha bisogno che qualcuno rappresenti l’altro pezzo della cultura riformista. Ebbene, questo è il punto: Stato liberale, cultura riformista. La paura di scegliere strade ancora non praticate, la mancanza di coraggio verso il modello indicato da Veltroni, hanno fatto si che ci rivolgesse al rassicurante Bersani che rappresenta il “noto” , il vecchio modo di fare politica.
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nov  09
11
alle 01:40
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Sull'uscita di Rutelli ho avuto modo di esprimere su questo blog la mia assenza di meraviglia per...

partito democratico

Sogni di mezzo autunno

Sanno di sogni di mezzo autunno le ultime sortite di Berlusconi, pensate, dette e fatte in quella che, secondo i metereologi, sarà la settimana più piovosa dell’anno, dunque in un momento in cui, specie agli ultrasettantenni, si consiglia di starsene in casa al caldo e di premunirsi con un vaccino antiinfluenzale.
E invece, proprio mentre Rutelli lascia il pd, temendolo condannato, dopo la vittoria di Bersani alle primarie, a una deriva di sinistra, ecco il premier vedere, nella nuova gestione del maggiore partito di opposizione, elementi secondo lui positivi che potrebbero favorire una ripresa del dialogo con la maggioranza, anche se a condizione che il nuovo segretario rinunci alla demonizzazione dell’avversario,che poi sarebbe il Berlusconi stesso. Il quale, in contemporanea,assume un’inattesa e imprevedibile posizione di silenzio assenso di fronte alle proposte per assegnare a Massimo D’Alema il prestigioso incarico di mr. Pesc,vale a dire di superministro degli esteri dell’Unione Europea :nella chiara anche se non dichiarata speranza di aspettarsi,in cambio, un grosso inciucio in politica interna:tipo quello che ai tempi della Bicamerale e della crostata in casa di Gianni Letta, regalò la resa della sinistra a Berlusconi a proposito del conflitto d’interessi di cui ancora soffriamo conseguenze che moltissimi italiani non sopportano più,come hanno ricordato alla sinistra,al pd in particolare, proprio in questo periodo di sogni di mezzo autunno,con i 2 milioni e 800.000 voti delle primarie.

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nov  09
3
alle 11:15
da mariopinzauti

Partiti, partito democratico

L’enigma Rutelli

Non si era mai visto in Italia,e forse in qualsiasi altra parte del mondo,che un segretario di partito fosse eletto direttamente dagli iscritti e da un buon numero tra elettori e simpatizzanti: esattamente 2 milioni e 800 mila persone. Non si può quindi dubitare che il voto di massa che ha consegnato a Bersani la leadership del pd sia stato una dichiarazione popolare con cui non solo si attesta l’ottimo stato di salute di questo partito ma lo si sollecita a mettere finalmente in campo la forza di cui dispone per dar vita un’opposizione come Dio comanda…
E’un momento magico che,naturalmente,anzi inevitabilmente,dovrebbe obbligare la dirigenza intera del pd a considerare morta e sepolta la lunga stagione dello sconfittismo cominciata dopo la caduta del governo Prodi.
E invece,incredibile vero,mentre i festeggiamenti sono appena cominciati, un gruppetto capeggiato da Francesco Rutelli-uno dei cofondatori del pd!- si dichiara non parzialmente ma totalmente insoddisfatta perché,dice,vede nella gestione Bersani l’inizio di una social democratizzazione del partito,cioè quanto basta, aggiunge il gruppetto,per fare le valige e muovere verso altri lidi.
Ora, a parte il fatto che quando si parla di socialdemocrazia tutti, lorsignori compresi,dovrebbero togliersi il cappello, ricordandosi gli straordinari benefici che la politica socialdemocratica ha portato in alcuni paesi,quelli scandinavi ad esempio,fino a questo momento Bersani niente ha fatto e detto che possa permettere di ipotizzare un cambio d’identità del pd…
E allora che cercano e che vogliono coloro che considerano una sconfitta e una iattura la splendida vittoria del 25 ottobre?I 2 milioni e 800.000 delle primarie certamente non lo capiscono.Non lo capiamo neppure noi.
C’è il dubbio,però,che possa capirlo Berlusconi

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ott  09
29
alle 12:07
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Gentile Emanuele, potrebbe spiegare meglio dove vede "l’incongruenza presente tra aderire al pr...

partito democratico

Una bella giornata per la democrazia

Curzio Maltese mi perdoni se rubo il titolo dell’editoriale con cui stamane ha commentato il risultato delle elezioni primarie del pd: UNA BELLA GIORNATA PER LA DEMOCRAZIA. Il fatto è che si tratta di quanto di più azzeccato si possa dire e scrivere. Di mio mi permetto solo di aggiungere le lettere maiuscole,anch’esse tuttavia azzeccate.Perchè è fuori dubbio che si tratti di una bella giornata: non solo per Bersani(congratulazioni vivissime anche se io avevo dato la mia preferenza a Franceschini),non solo per il pd che ha nei numeri (tre milioni di partecipanti)l’occasione per liberarsi dello sconfittismo che è stato,a mio parere,una delle cause principali della debolezza e della poca concretezza della sua iniziativa politica dalla caduta di Prodi in poi..E’stata anche,soprattutto una bella e grande giornata per la democrazia perché ha messo in luce che nel paese c’è una forte opposizione popolare e che non è vero quanto dice e ridice Berlusconi,cioè che tutti gli italiani sono con lui e che quindi lui è inamovibile e può permettersi senza danno tutti i deliri di potere che vuole.Quei tre milioni di voti, soprattutto la passione con cui sono stati espressi-le file di ore davanti ai seggi,le trasferte elettorali da una parte all’altra del paese(a una di esse ,modestamente,ha partecipato anche chi scrive)-hanno dimostrato che il gioco non è finito nonostante gli errori del passato e le tremende cadute,come quella provocata,proprio alla vigilia del voto,dal caso Marrazzo:perché la gente ha votato soprattutto per se stessa,per dare il proprio contributo alla riscossa. Spetta ora al pd,al pd che promette di rinnovarsi con la segreteria di Bersani,di valorizzare questo contributo,farlo proprio,utilizzandolo soprattutto per ritrovare fiducia in se stesso per poi,sulla base di questo fiducia,guidare il contrattacco dell’opposizione,tutta l’opposizione contro l’orrendo nonsenso berlusconiano.

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ott  09
26
alle 02:22
da mariopinzauti

partito democratico

Nonostante il mal di pancia

Non solo i contendenti per la segreteria del pd e i loro collaboratori hanno i mal di pancia di cui, caro Luca, parli nel precedente post. Li hanno anche molti tra i loro elettorii (compreso il sottoscritto) i quali, in certi momenti , arrivano inoltre a chiedersi se, d’improvviso, non li ha travolti una sorta d’incantesimo.La domanda nasce riflettendo su quanto fino a tempi recenti il sottoscritto e molti altri che domenica correranno alle urne per le primarie avevano in testa e spesso anche sulla bocca.Era una sempre più netta,anche se sofferta,presa di distanza dal pd e dai suoi dirigenti che a me,a tanti elettori del centrosinistra sembravano inadeguati, ,in certi momenti testimoni passivi di fronte al dilagare dell’arroganza e della deriva autoritaria.Ora,invece,pochi mesi,forse solo poche settimane dopo,eccoci in trincea,emozionati e per questo impazienti di partecipare al voto per le primarie.Com’è possibile? Ci siamo bevuti il cervello ?No,sono solo successe un paio di cose ..Il delirio del potere è arrivato a proclamare il diritto a ogni genere di arbitrio ,personalizzando l’uso della legge,soffocando la libertà d’informazione, assestando alla democrazia colpi che ne mettono in pericolo la sopravvivenza.E così sia l’opposizione politica che quella popolare sono state poste di fronte all’esigenza d’immediate e adeguate reazioni difensive.Prendendone atto il pd,il maggiore partito dell’opposizione, ha preso a scrollarsi di dosso il torpore che rischiava di essere la premessa per un suicidio politico e si è impegnato per un rilancio che lo metta in grado subito di combattere per poi tentare di vincere.E per cominciare si è presentato sia al nemico, sia ai propri sostenitori,compresi coloro che,come il sottoscritto,si erano posti da tempo su una sorta di Aventino,come il partito più democratico che esista in Italia e a questo scopo ha affidato agli iscritti,agli elettori,ai simpatizzanti il compito di costruire una nuova classe dirigente prima con i congressi locali,poi con il congresso nazionale,infine con le primarie. Questo non ha impedito che i mal di pancia restassero al centro e in periferia,come del resto accade in tutti i paesi democratici(vedi gli scontri che caratterizzano le primarie negli Stati Uniti).Ma a me,a tanti altri, è bastato per finalmente sentire il pd come la nostra casa politica.E per rendere valida questa casa,per tentare di aiutarla a diventare l’officina della riscossa ,senza remore,anzi con entusiasmo ci apprestiamo a votare domenica prossima.

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ott  09
22
alle 06:57
da mariopinzauti

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di cheyenne il 01/1/70

Appuntamento alle Primarie del PD il 25 Ottobre. In nessun Paese europeo nè tanpoco in Italia s...

Dibattiti, partito democratico

I mal di pancia del PD

A tre giorni dalle primarie del PD, cominciano ad essere evidenti i segnali di malessere di un partito che ancora non c’è. Di un partito che è alla ricerca di se stesso e della futura identità. La battaglia (?) si svolge sul piano del paradosso. Un candidato risponde in tutto e per tutto ad un burattinaio che ha fatto campagna elettorale ventre a terra per riportare indietro l’orologio della storia. Aggrappandosi a idee vecchie e concezione sorpassate della politica-politicata di casa nostra. Nonostante sia stato ministro degli esteri non ha usato quella poltrona per capire il mondo intorno ai palazzi romani della politica. Conosce bene l’arte della trattativa, conosce le manovre del Transatlantico, conosce bene i suoi colleghi ma per due volte è caduto in trappoloni tesi da Berlusconi. Un’altro candidato fonda il futuro partito sulla laicità e poco altro. La laicità è un bene primario ma non basta per dare un orizzonte ai progetti e alle idee per far ripartire un paese. In più sul suo conto gira una brutta storia di falsi rimborsi. Infine, il terzo candidato. Ha ben chiaro cosa dovrà essere il futuro PD. La sua azione e il suo cammino sono guidati da uno spirito etico che fa sperare in una riscoperta di valori e comportamenti. Ma, purtroppo, il suo modo di ragionare è troppo legato al “sistema”, alla legge elettorale, al bipolarismo. Temi importantissimi ma incapaci di fare presa su una opinione pubblica troppo concentrata sui suoi guai e su un Presidente del Consiglio onnivoro e affabulatore che è riuscito a spaccare gli italiani. Vizio antico, quello di spaccarci facilmente, in cui cadiamo spesso. Laici e cattoilici, papisti e anti papisti, guelfi e ghibellini, pro meridione e antimeridionalisti. Sempre pronti a discutere ma poco avvezzi a fare. Eppure nonostante questo quadro, per me, sconsolante, andrò a votare. E invito con forza tutti quelli che ci leggono, non solo a farlo ma anche a farlo fare. Vicini di casa, amici, conoscenti occasionali. Rompete le scatole a tutti ma mandateli nei gazebo. Domenica, sulla base dei numeri,delle persone che saranno andate a votare, ci giochiamo la possibilità di dire con forza a questo governo che quì c’è ancora una democrazia parlamentare. Oppure che abbiamo accettato il populismo peronista, e un po piduista, che ci vogliono imporre.

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ott  09
21
alle 12:02
da luca ajroldi

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di luca ajroldi il 01/1/70

Gli insegnamenti e le correzioni sono sempre bene accette. Quello che è meno gradita è la presu...

partito democratico

Sotto il peso dell’insopportabile

Ogni giorno il peso dell’insopportabile aumenta. Berlusconi, prendendo in giro i 500 mila che stanno perdendo il lavoro e i milioni di precari cronici, dice, d’accordo con Tremonti, che è favorevole al posto fisso. Non arriva la smentita governativa alla denuncia ( segnalata anche da questo blog) di un lettore di “La Repubblica” secondo il quale Berlusconi aveva promesso quello che non poteva mantenere, cioè una vera bufala, annunciando che i lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina avrebbero avuto inizio alla fine di dicembre, cosa più che improbabile, addirittura impossibile secondo il lettore. Perché per la costruzione del ponte manca ancora un progetto esecutivo. Come, mentre il governo taceva, ha confermato, con dati e testimonianze alla mano un’inchiesta giornalistica, dimostrando che in quanto aveva detto Berlusconi c’era solo una bella dose di fumo negli occhi regalata, senza spesa, all’opinione pubblica italiana. Una classifica redatta dall’associazione internazionale “Giornalisti senza frontiere” rivela che l’Italia, con il Cavaliere regnante,è al 49°posto per quanto riguarda il rispetto della libertà di stampa nei vari paesi del mondo.E tutto questo si è verificato soltanto negli ultimissimi giorni. E’una brutta, bruttissima aria. E promette di peggiorare nel prossimo avvenire se non si riuscirà a fermare quello che ora sembra l’inarrestabile corso dell’insopportabile,cominciando col dimostrare che un buon numero d’italiani è pronta a gridare un no che finora ha solo pensato,detto a se stesso.
Per questo auspicabile inizio c’è un’occasione vicina pochi giorni. Sono le primarie di domenica prossima per l’elezione del segretario di un partito, il pd.che da tempo soffre della crisi del perdente e dei gravi effetti secondari che essa provoca- primo tra tutti la scarsità e la debolezza dell’iniziativa politica- ma resta pur sempre la maggiore forza dell’opposizione e potrebbe trovare, se ricevesse una robusta carica d’incoraggiamento popolare, una fiducia in se stesso tale da metterlo finalmente in grado di scendere in campo contro l’insopportabile con l’energia che potenzialmente ha sempre conservato pur rinunciando a usarla per troppo tempo. Per questo, nella speranza di dare un contributo alla fine dell’insopportabile. io, Luca Ajroldi, tanti nostri familiari, amici domenica voteremo per le primarie del pd. Sperando che altrettanto facciano molti nostri lettori.

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ott  09
21
alle 08:26
da mariopinzauti

partito democratico

Perché votare alle primarie

Oggi bando al noi . Una volta tanto parliamo usando la prima persona singolare,l’io. Anzitutto per non compromettere il capo supremo, Luca Ajroldi, che probabilmente la pensa come me e tuttavia-se è così-deve dirlo da solo, o in caso contrario tracciare una sia pur momentanea linea di demarcazione tra se stesso e il suo più affezionato collaboratore, cioè il sottoscritto. E poi perché mi sembra che l’io dia meglio del noi forza e autenticità di sentimenti e di convinzioni alla proposta che sto per sottoporvi. E che è la seguente: domenica prossima, 25 ottobre, se come me, come tanti altri, avvertite il bisogno di tentare di por fine all’assurdità politica che governa il paese e condiziona le vite di tutti gli italiani andate a votare per le primarie: per Bersani, Franceschini, Marino, o anche, se non avete le idee ancora sufficientemente chiare, con scheda bianca. Perchè la prima necessità di questo momento è di far numero, di dimostrare all’uomo travolto dal delirio di onnipotenza, perché “non sta bene”, come ha detto sua moglie, o semplicemente perché così, inconsapevolmente e incolpevolmente, l’ha fatto la sua povera mamma, che le sue bugie, la sua arroganza, il suo abuso e abuso della “cattiva maestra”(come Popper definì la tv) non hanno ancora appecoronato e privato della capacità d’intendere e di volere l’intero popolo italiano. Una numericamente ragguardevole partecipazione alle primarie farà scoprire a lui e ai suoi servi che c’è ancora una forte e decisa componente dei nostri connazionali decisa a contrastarlo ora e a detronizzarlo domani .Non sarà una risolutiva vittoria ma sarà, potrà essere un richiamo alla realtà a chi proclama di avere ai suoi piedi l’intero paese e forse comincia a credere che sia così .E potrà anche-speriamolo- stimolare il pd a ritrovare fiducia nella sua forza e nel suo ruolo, a por fine al suo troppo lungo sonno, a rialzare la testa e scendere finalmente in campo assieme ad altre forze avverse all’assurdità politica che si sta tentando di trasformare in normalità italiana.

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ott  09
20
alle 08:21
da mariopinzauti

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di ajroldi il 01/1/70

Come potrei essere in disaccordo con una proposta, Mario carissimo, fraterno collega, che racchiu...

partito democratico

Pd: Marino gela tutti

Sbugiardato !! Eccoli lì, lo strenuo difensore dellle primarie, del voto dei cittadini che messo davanti alla prova dei fatti fa una vergognosa retromarcia. Ignazio Marino dice no alla proposta di Scalfari.
Dunque, andiamo con ordine. Ieri Scalfari aveva lanciato la proposta: alle primarie vince chi ha più voti senza cercare il 50%+1. Se i candidati ci stanno. In questo modo la consultazione popolare ha peso e significato. Altrimenti, come prevede lo statuto si torna all’assemblea che elegge il segretario. Franceschini e Bersani danno subito il loro si. Marino ci pensa, ci rimugina e poi dice no. Il furbetto. Con il suo 8%, o quello che sarà, ritiene di essere l’ago della bilancia e quindi di fare accordi a posteriori. Insomma la vecchia logica della politica della prima repubblica. Marino, che delusione.

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ott  09
14
alle 07:12
da luca ajroldi

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di cheyenne il 01/1/70

Ma non era stato lo stesso Marino a dichiarsi d'accordo una decina di giorni fa? Ha cambiato idea...