Posts Taggati come ‘roma’
Numeri contro numeri
E’un vero e proprio scontro di numeri quello che si è scatenato a proposito della quantità dei partecipanti alla manifestazione indetta a Roma dalla Cgil. Erano 2 milioni e 700 mila secondo fonti della confederazione sindacale. Appena 200 mila ha fatto sapere, con un comunicato, la Questura di Roma. Ancora meno, 100 mila, ha sentenziato il ministro Sacconi. Considerato che la più alta delle stime moltiplica per ventisette volte la più bassa e di poco meno di quindici volte quella, diciamo, intermedia, non si può fare a meno di chiedersi come sia stata possibile tanta abissale differenza tra i vari calcoli. Se non si riesce a mettere da parte, o almeno in secondo piano la passione politica e la scarsa obiettività che quasi sempre ne è la conseguenza può venire da supporre -oltrettutto considerando l’enorme quantità di persone trasportate a Roma con migliaia e migliaia di treni speciali e di pullman- che i numeri veri, o meno lontani dalla verità, siano quelli della Cgil. Se ci si impone, sia pure con grande fatica, di guardare all’avvenimento e al problema come se non ci riguardasse personalmente, si può invece dubitare che la verità non alberghi in nessuno dei tre calcoli e che quindi la Cgil abbia sovrastimato la quantità dei partecipanti, mentre la Questura e Sacconi abbiano tagliato senza risparmio il numero dei presenti. Si potrebbe dunque cercar di chiudere con una sorta di sentenza salomonica il discorso sulla guerra dei numeri e finirla così se non ci fosse ancora un’importante considerazione da fare. La Cgil aveva tutto l’interesse a gonfiare un po’i numeri, Sacconi è lì apposta, su incarico di Berlusconi, per sputtanare i sindacati. Ma perché in questo come in molti precedenti casi ci ha messo il becco la Questura che non solo non dovrebbe servire interessi politici ma con tutti i problemi di ordine pubblico e delinquenza che ci sono in Italia non può e non deve prendersi il lusso di sprecare l’impegno di centinaia di suoi uomini per un compito che non li riguarda e non li deve riguardare, quello di contare il numero dei partecipanti a manifestazioni politiche e sindacali e poi comunicarlo ai giornali?
da mariopinzauti
Accade a Roma
Il sottoscritto,come più volte ha raccontato ai suoi lettori, da qualche anno risiede in una città laziale di modeste dimensioni, dalla quale, peraltro, tre-quattro volte al mese si spinge fino a Roma: per motivi professionali e anche per una sorta di amarcord, per tornare, per qualche ora, nel mondo in cui ha trascorso quasi mezzo secolo della sua vita. Questi brevi viaggi -oltre a ridargli contatti con lo smog, il caos e i rumori del traffico ma anche con gli incanti dei tramonti, dell’eterna bellezza costituita dall’insieme dei monumenti che fanno di questa città il più grande e affascinante museo a cielo aperto del mondo- gli fanno scoprire aspetti dell’attualità romana che, visti con l’occhio del visitatore, appaiono sorprendenti: talvolta perché positivi ma altre volte invece perché indegni dell’ambiente di cui, per momenti più o meno duraturi, entrano a far parte. Come accade per i manifesti che,a centinaia,forse a migliaia,nei giorni scorsi hanno tappezzato i muri di mezza Roma per informare cittadini e turisti che l’amministrazione comunale ha provveduto a far potare alcune centinaia tra tigli e robinie. Sostando, sbalordito, di fronte a queste prodezze cartacee-complessivamente, si presume, costate all’amministrazione comunale,quindi ai cittadini almeno come il lavoro dei giardinieri incaricati della potatura-il sottoscritto si è chiesto se una volta almeno i suoi viaggi della nostalgia anziché nella Città Eterna, Caput Mundi, crocevia, per tre millenni, della storia dell’umanità ,non lo avessero portato in un paesino nato ieri dove tutto quello che c’è da vedere è il monumento ai caduti e la chiesa parrocchiale: ma dove forse esiste ed è rispettato il senso del ridicolo..
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di cheyenne il 01/1/70
Come in “The Truman show”
Secondo alcuni autorevoli quotidiani, Berlusconi,in occasione di un bagno di folla che si è regalato l’altro giorno a Roma ,ha incontrato folle gioiose che lo hanno ringraziato e applaudito fino a spellarsi le mani per quanto ha fatto, fa e farà per tenere l’Italia e gli italiani lontani dalla crisi. A coronamento di questa festa congiunta del popolo e del sovrano, sempre secondo le stesse fonti, il Presidente del Consiglio ha raccolto testimonianze che si possono anzi si debbono definire significative perché sembrano confermare che tanta euforia è fondata. Riferiscono infatti gli autorevole quotidiani che Berlusconi ha visto negozi gremiti di clientela, con cittadini intenti a spendere e spandere, ha letto tripudio nelle espressioni dei proprietari degli esercizi, ha notato nelle vetrine prezzi tali e quali quelli dell’anno scorso. Peccato che di questo bellissimo, corroborante spettacolo né i giornali, né il principale interpetre non abbiano fornito gli essenziali particolari, quali le vie dov’esso si era svolto, i nomi dei negozi e delle persone di cui si parlava. Peccato che chi, come noi, si è messo in cerca, nel centro di Roma, delle sedi di tanta opulenza abbia visto solo negozi mezzi vuoti, qualcuno chiuso per cessazione di attività e abbia incontrato tanti musi ingrugnati di persone che non riescono ad arrivare a fine mese. Per cui, di fronte ai desolanti risultati di queste inchieste noi e tanti altri non abbiamo potuto evitare di chiederci se Berlusconi, notoriamente “unto del Signore”, sia pure motu proprio, non viva in un mondo completamente diverso da quello in cui vivono gli altri. Più o meno come accadeva al protagonista del film “The Truman show”. Con una sostanziale differenza. Mentre il protagonista del film non sapeva che la sua storia l’aveva inventata la tv, Berlusconi lo sa. Perché quella storia l’ha inventata lui.
da mariopinzauti
Quando la matematica diventa un’opinione: e si colora di azzurro
C’è al mondo un paese, l’Italia, dove spesso e volentieri la matematica diventa pura opinione, oltretutto malamente colorata d’azzurro. Siamo obbligati a prenderne atto di fronte a una scoperta che salta agli occhi e li fa strabuzzare . Essa riguarda i dati ufficiali, o spacciati per tali, sul numero di persone che sabato scorso hanno partecipato alla manifestazione indetta dal Pd al Circo Massimo e su quelle presenti invece all’adunata oceanica organizzata da Berlusconi nel 2006 in piazza San Giovanni. Eravamo due milioni e mezzo, hanno annunciato Veltroni e company, no,molti meno, solo 200 mila ha ribattuto un portavoce del Viminale sulla base di notizie fornitegli dalla Questura di Roma e basate sui seguenti dati: Il pratone del Circo Massimo misura 140 mila metri quadrati, dunque, anche a star stretti, uno e mezzo per metro quadrato, non potevano entrarci più di 200 mila persone. Sembra lapalissiano,anche se trascura le molte diecine di migliaia,forse centinaia di migliaia di persone ammassate nelle zone adiacenti al Circo Massimo, dal Colosseo, alla Piramide e all’Aventino. Un po’meno lapalissiano diventa il confronto con il 2006, piazza San Giovanni,che occupa uno spazio di 39 mila metri quadrati. Berlusconi annunciò all’Italia e al mondo che i presenti erano 2 milioni e 200.000, vale a dire 53-54 ogni metro quadrato, la Questura più prudente, ma senza raggiungere i limiti della decenza,conteggiò 700 mila persone, pari a 18,72 ogni metro quadrato,dunque viste o immaginate a strati sovrapposti,l’uno sulle spalle dell’altro, come nel più grande e cialtrone Barnum di tutti i tempi.
Due commenti di fronte a questi fatti. Il primo è che, almeno quando è maneggiata dalle Questure, la matematica decade da scienza esatta a opinione e quasi sempre di un brutto colore azzurro. Il secondo si concretizza nella seguente domanda, che potrebbe utilmente essere ripetuta in un’interrogazione parlamentare:con tutta la delinquenza che c’è in giro possibile che i responsabili delle forze di polizia impegnino tanti uomini e mezzi, facendo spendere allo stato anche tanti soldi invece di utilizzare gli stessi uomini,gli stessi mezzi, gli stessi soldi per impedire almeno qualcuno dei tanti furti, omicidi e altri crimini di cui con dovizia di particolari ci raccontano i giornali?
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di tina il 01/1/70
L’escalation del razzismo
A Roma uno dei minorenni accusati di avere pestato un cinese si scusa:ma non con la vittima,lo fa con il sidaco Alemanno.Il quale,è vero,con telecamere al seguito, ora corre sempre o spesso al capezzale di coloro che subiscono violenze a causa del colore della loro pelle.Ma lo fa dopo una campagna elettorale,quella che gli ha consegnato il comando della città eterna,in cui ha battuto e ribattuto sull’assoluta esigenza di tolleranza zero nei confronti dei poveracci che vivono ai margini della società e se non hanno avuto da Nostro Signore il dono di essere nati con la pelle bianca sono oggetto della diffidenza se non dell’ostilità popolare e sono accusati abitualmente di crimini grandi e piccoli anche quando non li hanno commessi.E’difficile quindi solo immaginarsi Alemanno come un nemico del razzismo,com’è difficile attribuire meriti simili a tutti i sindaci,i vicesindaci,i parlamentari,anche attuali ministri di centrodestra che durante la campagna elettorale hanno sparato parole di fuoco contro gli immigrati e i loro presunti sponsor di centrosinistra e hanno raccolto,grazie a questa semina di diffidenza e ostilità, un ragguardevole bottino di voti.E’facile invece vedere-e non con l’immaginazione ma leggendo le cronache dei giornali-quali conseguenze questa campagna abbia provocato e continui a provocare .Africani pestati a sangue pochi giorni fa a Milano,poi a Parma,poi a Roma..Ancora a Roma il cinese picchiato a sangue,la somala umiliata dalla polizia metropolitana all’aeroporto.Ancora a Milano la maestra che espelle uno scolaro di colo invitandolo a “tornare nella giungla”.Addirittura cartelli che applaudono alla tragica fine di un bimbo rom bruciato nelle fiamme di una baracca.E’un’escalation dell’inciviltà che dovrebbe far rabbrividire gli stessi seminatori di odio se per caso conservano o hanno ritrovato una briciola di coscienza :e magari indurli a far sapere pubblicamente che coloro che chiedono loro scusa per gli atti di violenza razzista hanno proprio sbagliato indirizzo.
da mariopinzauti
Ultimo commento:
di antonella il 01/1/70
Roma: una città impaurita
Roma è la città più impaurita del mondo. E’ questo il verdetto del Censis e della Fondazione Roma che, in un’indagine svolta su dieci metropoli (New York, Bombay, Londra, Parigi, Il Cairo, San Paolo, Mosca, Pechino e Tokyo), hanno evidenziato come la città eterna sia la ‘capitale del disagio’, quella che ha più paura e che manifesta, per il 58% dei cittadini, “il più alto tasso di inquietudine esistenziale”.
“A Roma e in Italia sono particolarmente sentite le paure in rapporto con la violenza e la sicurezza personale – ha spiegato il direttore del Censis Giuseppe Roma che presenterà la ricerca al World Social Summit che si terrà nella capitale dal 24 al 26 settembre – mentre nelle altre metropoli internazionali ci sono altri problemi, come la fame”.
Tranciante il giudizio del sindaco Gianni Alemanno: “Questa è la Roma di Veltroni (ex sindaco della Capitale ndr): l’inquietudine c’è ed è chiaro che poi c’è un’inquietudine di carattere sociale legata al ciclo economico”. Povero sindachetto, costretto ad arrampicarsi sugli specchi e a litigare con se stesso. Già, ricordate la frase sul fascismo buono e le leggi razziali cattive ? Bacchettato da Fini,lo spaesato Alemanno si affrettato a dire di essere d’accordo con lui. E in disaccordo con se stesso?
da luca ajroldi
Ultimo commento:
di Emanuele il 01/1/70
probabilmente avevo ragione io quando dicevo, in risposta ad un Suo post,che...
I cento giorni di Alemanno
I cento fatidici giorni non sono ancora passati e c’è già qualcuno che inizia a domandarsi se Roma abbia un sindaco. Già perchè dal Campidoglio in questi 63 giorni sono arrivati solo due tonfi: intitolare una strada a Giorgio Almirante (proposta sommersa da un coro di no) e la scoperta di un “buco” clamoroso nei conti tanto da far temere la bancarotta ( nel giro di 24 ore il bluff è stato visto, rilanciato e poi, ovviamente, scomparso). Poi silenzio. Solo voci di tagli, ridimensionamenti, proclami sulla cristianità di Roma, e poi il desiderio di far ritornare Roma caput mundi e altre amenità del genere affidate ai comprimari. Del genere: vai avanti tu, che a me viene da ridere.
Intanto la sosta continua ad essere selvaggia, le corsie preferenziali intasate, i vigili urbani endemicamente assenti ( anche più di prima, se possibile), i prezzi nei mercati rionali continuano a correre e i tassisti ( si, proprio loro, il braccio armato del neo sindaco) lamentano l’arrivo dalla provincia dei noleggi da rimessa che gli fanno concorrenza e bofonchiano contro il Comune.
Finita la luna di miele?
da luca ajroldi
L’ultima umiliazione di Bush
Prima di avviarsi verso il meritatissimo ritiro il presidente uscente degli Stati Uniti d’America, George W.Bush, ha avuto a Roma l’ultima umiliazione. Lui, ancora comandante supremo del suo paese, ancora massima autorità della massima potenza mondiale è stato pressocchè ignorato dai cittadini della capitale italiana. Eppure non erano mancate le iniziative per richiamare su di lui l’attenzione popolare, in positivo, anche in negativo, cioè per favorire bagni di folle esultanti, o anche cortei di contestatori imbufaliti. Si erano mobilitati diecimila tra agenti e carabinieri, i tetti di molti edifici delle vie centrali erano stati popolati di cecchini pronti al fuoco, interi quartieri erano stati chiusi al traffico. Questo popò di mobilitazione ha fatto tanto spettacolo ma non ha impaurito nessuno. Perchè non c’era nessuno da impaurire, dato che il massimo del pericolo da fronteggiare è stata, giovedi, una pacifica manifestazione di 2 mila “no wars” ? Certo. Ma anche, secondo noi, per altri motivi. In tempi lontani, quelli dell’infanzia di chi scrive, la visita di un gran capo straniero (ad esempio Hitler a metà degli anni ‘30) riempiva le strade romane di folle osannanti. Qualche diecina d’anni dopo, nel dopoguerra, accadeva spesso che l’arrivo di un capo di stato o di governo proveniente da un altro paese scatenasse violenti scontri di piazza con teste rotte a volontà dalle manganellate della polizia.Oggi,invece,tre giorni di Bush a Roma e tre giorni di menefreghismo,d’indifferenza: solo qualche mugugno per i disagi provocati dalle misure di sicurezza. Come si spiega? Bush e il suo esegeta italiano, leggi Berlusconi, farebbero bene a chiedersi se questo fatto, assieme ad altri, non dica a loro-e anche a noi-che la gente,gran parte della gente sta perdendo ogni interesse per la politica: per questo tipo di politica almeno.
da mariopinzauti
Il Presidente americano Bush arriva a Roma
Non ho mai visto in vita mia( e non c’è memoria in precedenza ) di un Capo del Governo Italiano che in visita al Papa si chini a baciargli l’anello. Ma sapete com’è, Silvio Berlusconi non conosce regole, prassi, norme, etica, stato e laicità. Lui va di getto, va dove lo porta il cuore. E così in qualche tg aveva visto che i fedeli, i cattolici, usano baciare l’anello al Santo Padre e così ha fatto.
Non ho mai visto in vita mia ( non è vero le ho viste a Karachi in Pakistan, a Lagos in Nigeria e anche a Montevideo in Uruguay) delle misure di sicurezza così ostentate, così imponenti e così inutili come quelle messe in mostra per l’arrivo del Presidente Bush. Tutta la dimostrazione muscolare del paesello di provincia e stata tirata fuori in questa occasione. Credo che i Romani, ma anche tutti gli italiani dovrebbero quantomeno protestare per una città chiusa al traffico, bloccata ore e ore in anticipo sul passaggio ( possibile ma non certo) del corteo presidenziale. Il volteggiare degli elicotteri mi ha riportato a Kabul all’epoca dell’occupazione sovietica quando gli attentati dei mujahidin erano quotidiani. A quanto risulta, in Italia non ci sono movimenti in grado di attentare alla vita del Presidente e gli italiani, sinceramente, hanno altro a cui pensare. Ma Silvio, sempre lui, voleva fare ammuina con il suo amico George. E come al solito ci è riuscito. A spese nostre.
Domani vi racconto le ultime sulla vicenda Alitalia, su cui i media hanno steso un velo di omertoso silenzio.
da luca ajroldi





