Posts Taggati come ‘rutelli’

Dibattiti, Partiti

Rutelli e l’Alleanza

Credo, anzi ne sono sicuro, che l’uscita di Rutelli dal PD debba essere analizzata in modo più approfondito e meno giornalistico. Alleanza per l’Italia, il suo nuovo partito, si porta dentro alcuni “pezzi pregiati” del PD come Linda Lanzillotta su tutti. Per quanto io personalmente sia propenso a pensare tutto il male possibile di “cicciobello”, per le sue giravolte, per i suoi cambi di rotta, per le sue conversioni sulla via di Damasco, per la sua straordinaria capacità di apparire e la totale assenza di essere, temo però che questa volta l’animale politico abbia fiutato l’odore di muffa e di stantio che emana dal nuovo Partito Democratico di PierLuigi Bersani. Le primarie, dice la Lanzillotta e io condivido appieno, sono state «un punto di svolta in cui si decideva se continuare con il progetto originario o riesumare le vecchie identità, più rassicuranti ma inadeguate. Si è scelta la seconda strada». Ovvero: «Bersani è stato il punto d’approdo della crisi, che credo irreversibile». Lanzillotta osserva che «il Pd ha già rimosso le componenti della cultura liberale e ambientalista. È approdato nel gruppo socialista in Europa e ha mantenuto un collateralismo con il sindacato. Se non vuole essere destinato alla marginalità – aggiunge – ha bisogno che qualcuno rappresenti l’altro pezzo della cultura riformista. Ebbene, questo è il punto: Stato liberale, cultura riformista. La paura di scegliere strade ancora non praticate, la mancanza di coraggio verso il modello indicato da Veltroni, hanno fatto si che ci rivolgesse al rassicurante Bersani che rappresenta il “noto” , il vecchio modo di fare politica.
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nov  09
11
alle 01:40
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Sull'uscita di Rutelli ho avuto modo di esprimere su questo blog la mia assenza di meraviglia per...

partito democratico

Sogni di mezzo autunno

Sanno di sogni di mezzo autunno le ultime sortite di Berlusconi, pensate, dette e fatte in quella che, secondo i metereologi, sarà la settimana più piovosa dell’anno, dunque in un momento in cui, specie agli ultrasettantenni, si consiglia di starsene in casa al caldo e di premunirsi con un vaccino antiinfluenzale.
E invece, proprio mentre Rutelli lascia il pd, temendolo condannato, dopo la vittoria di Bersani alle primarie, a una deriva di sinistra, ecco il premier vedere, nella nuova gestione del maggiore partito di opposizione, elementi secondo lui positivi che potrebbero favorire una ripresa del dialogo con la maggioranza, anche se a condizione che il nuovo segretario rinunci alla demonizzazione dell’avversario,che poi sarebbe il Berlusconi stesso. Il quale, in contemporanea,assume un’inattesa e imprevedibile posizione di silenzio assenso di fronte alle proposte per assegnare a Massimo D’Alema il prestigioso incarico di mr. Pesc,vale a dire di superministro degli esteri dell’Unione Europea :nella chiara anche se non dichiarata speranza di aspettarsi,in cambio, un grosso inciucio in politica interna:tipo quello che ai tempi della Bicamerale e della crostata in casa di Gianni Letta, regalò la resa della sinistra a Berlusconi a proposito del conflitto d’interessi di cui ancora soffriamo conseguenze che moltissimi italiani non sopportano più,come hanno ricordato alla sinistra,al pd in particolare, proprio in questo periodo di sogni di mezzo autunno,con i 2 milioni e 800.000 voti delle primarie.

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nov  09
3
alle 11:15
da mariopinzauti

partito democratico

PD : sussurri e grida

Bene, le primarie sono passate. Il PD ha un nuovo segretario: Bersani. I quasi tre milioni di votanti hanno rispettato le proporzioni espresse dal voto degli iscritti. Dunque, tutto in ordine. Possiamo partire ? Beh, siamo già partiti. Rutelli ha fatto le valige in cerca di lidi più ospitali. Ma non è presidente del COPASIR ( incarico ottenuto come esponente del PD ) ? Come svolgerà da oggi in poi la sua funzione di garanzia ? Franceschini ha detto che non vuole incarichi. Marino, per bocca del suo mentore e vecchia volpe della politica romana Bettini, dice di volersi candidare alla presidenza della regione Lazio. Subito all’incasso dei voti ottenuti, Marino ? Cinque minuti al partito, ai lavori parlamentari, alle proposte, vogliamo dedicarli, o no? Poi naturalmente ciascuno è libero di comportarsi come crede, naturalmente.
Infine il neo segretario Bersani. Prima dichiarazione di peso. il PD nega la sua adesione alla manifestazione del 5 dicembre, che vedrà Di Pietro e il Prc in piazza a Roma per chiedere le dimissioni di Berlusconi. “C’è rispetto per questa iniziativa – dice Bersani – ma le convergenze vanno predisposte prima, si fanno in due, perciò no, non aderiremo”. “Abbiamo due modi diversi di fare opposizione – continua il segretario -, ma dobbiamo prenderci la responsabilità di dialogare e trovare punti di convergenza economici e democratici, perciò continueremo a discutere”.
Cerco di tradurre dal politichese-romagnolo e non capisco. Non ci riesco. Facciamo opposizione oppure no ? Cerchiamo accordi con questo governo ? Ci tacciano di bolscevichi e noi offriamo, cristianamente, l’altra guancia ? Oppure anche questa è una sottilissima e audace manovra ideata da D’Alema per mettere in difficoltà l’avversario ? Non capisco. Qualcuno mi aiuta?

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ott  09
30
alle 02:42
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Egregio Dr Ajroldi dico la mia senza aver la pretesa di chiarire alcunchè perchè ad oggi la si...

Partiti, partito democratico

L’enigma Rutelli

Non si era mai visto in Italia,e forse in qualsiasi altra parte del mondo,che un segretario di partito fosse eletto direttamente dagli iscritti e da un buon numero tra elettori e simpatizzanti: esattamente 2 milioni e 800 mila persone. Non si può quindi dubitare che il voto di massa che ha consegnato a Bersani la leadership del pd sia stato una dichiarazione popolare con cui non solo si attesta l’ottimo stato di salute di questo partito ma lo si sollecita a mettere finalmente in campo la forza di cui dispone per dar vita un’opposizione come Dio comanda…
E’un momento magico che,naturalmente,anzi inevitabilmente,dovrebbe obbligare la dirigenza intera del pd a considerare morta e sepolta la lunga stagione dello sconfittismo cominciata dopo la caduta del governo Prodi.
E invece,incredibile vero,mentre i festeggiamenti sono appena cominciati, un gruppetto capeggiato da Francesco Rutelli-uno dei cofondatori del pd!- si dichiara non parzialmente ma totalmente insoddisfatta perché,dice,vede nella gestione Bersani l’inizio di una social democratizzazione del partito,cioè quanto basta, aggiunge il gruppetto,per fare le valige e muovere verso altri lidi.
Ora, a parte il fatto che quando si parla di socialdemocrazia tutti, lorsignori compresi,dovrebbero togliersi il cappello, ricordandosi gli straordinari benefici che la politica socialdemocratica ha portato in alcuni paesi,quelli scandinavi ad esempio,fino a questo momento Bersani niente ha fatto e detto che possa permettere di ipotizzare un cambio d’identità del pd…
E allora che cercano e che vogliono coloro che considerano una sconfitta e una iattura la splendida vittoria del 25 ottobre?I 2 milioni e 800.000 delle primarie certamente non lo capiscono.Non lo capiamo neppure noi.
C’è il dubbio,però,che possa capirlo Berlusconi

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ott  09
29
alle 12:07
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di cheyenne il 01/1/70

Gentile Emanuele, potrebbe spiegare meglio dove vede "l’incongruenza presente tra aderire al pr...

Dibattiti

Piccola consolazione

Piccola ma importante consolazione Mentre l’Assemblea Costituente sta per decidere su Franceschini si o Franceschini no il pd è davvero, per dirla con un verso di Majakovski,”un uragano di voci”.Si discute sulle candidature alla successione di Veltroni, sull’opportunità, o meno, di affidare la decisione alle primarie, su che cosa salvare-e se salvare qualcosa-dell’attuale gruppo dirigente.A questo confronto di massa la gran parte dei giornali dedicano commenti sciacalleschi.Senza chiudere gli occhi su alcuni aspetti negativi(come le funeree previsioni sul rischio di estinzione del partito cui si abbandona ,anche lui sui giornalli,Francesco Rutelli) noi vediamo invece in questo clamore cui partecipa un coro immenso un chiaro segno di vitalità e una forte prova di democrazia.Pur con argomenti diversi,a volte contrastanti il popolo del pd sta testimoiniando ,proclamando di voler ancora vivere e contare. E’ dunque una democrazia di base sofferente ma appassionata quella che è posta all’attenzione del paese.E’un genere di dichiarazione corale,di massa di cui,nel caso di una loro crisi,il centrodestra e il suo capo mai potrebbero mai usufruire.Dato che una crisi del del berlusconismo è,per ora,una pura ipotesi si tratta ,è vero, di una piccola consolazione:ma può bastare per rialzarsi e tornare in campo.

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feb  09
21
alle 09:54
da mariopinzauti

Notizie

Il linguaggìo delle intercettazioni

Concedetemi una breve considerazione, accecato dalla canicola e rifugiato in redazione (dove c’è l’aria condizionata) mi sono messo a leggere con attenzione gli stralci di intercettazioni pubblicate dai giornali. Non voglio entrare nei miserevoli contenuti che fanno parte della vita di tutti i giorni. Il produttore che cerca di strappare il prezzo più alto, l’amico da accontentare, l’occhio attento a non scontentare il politico di turno e via dicendo. Miserie, ma umanissime sulle quali si potrebbe non solo chiudere un occhio ma, addirittura essere d’accordo sulla inutilità della pubblicazione. Poi, invece passiamo agli autori. Non solo sono personaggi pubblici, non solo esibiscono il potere di decidere di scegliere. Non solo sono stati eletti a rappresentarci o designati dal Parlamento o da chi per loro.Ma devono anche essere modelli di trasparenza e di equilibrio. E invece ? Invece parlano come noi, si comportano nello stesso modo ma pretendono l’immunità che a noi non è concessa. Pretendono il rispetto e la stima da parte dei cittadini. A quale titolo e per quale motivo? Dopo aver letto i loro discorsi dovrebbero essere fatti rientrare nei ranghi della gente comune, come tutti gli altri.

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giu  08
28
alle 06:14
da luca ajroldi