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Le primarie e Marrazzo

Nei giorni che hanno preceduto le primarie tutti coloro che gli organizzatori ritengono potenziali elettori-o perché iscritti al partito o perché partecipanti alle consultazioni del 2006 e del 2007 rispettivamente per la scelta di Prodi e di Veltroni- sono stati tempestati da una vera e propria pioggia di appelli sia a favore dei vari candidati sia per sollecitare un voto di massa.In tutti questi messaggi risaltava,colpiva e convinceva uno slogan:più forti noi più forte tu E’lo stesso slogan che, decidendo di andare a votare hanno fatto proprio molti dubbiosi e delusi del pd:come il sottoscritto.La maggioranza di costoro,forse tutti,hanno visto nelle primarie
non solo l’occasione per ridare credibilità e autorevolezza al pd,un partito che in passato avevano spesso criticato, ma anche per mettere in moto la speranza in una nuova stagione della politica in cui le regole siano regole per tutti,i diritti siano patrimonio di ogni cittadino e non di una casta,o addirittura di un uomo,le istituzioni democratiche ritrovino sicurezza e stabilità e il confronto tra le varie forze sia costruttivo e prima ancora civile.E poiché la speranza,come non si stancava di ripetere Giovanni Paolo II,è la maggiore forza dell’uomo,impegnandosi per dare più forza al pd con un voto che ci auguriamo abbia coinvolto tanti,noi pensiamo di avere operato per dare più forza a noi stessi,per fare di noi soggetti attivi,non più solo spettatori,di un’operazione politica che promette di dar vita a una speranza di massa.Per questo siamo andati a votare salutando un giorno che potrà risultare festoso se anche noi avremo contribuito a renderlo tale.
Ps.Poche ore prima dell’apertura dei seggi per le primarie è stata diffusa la notizia dell’autosospensione di Piero Marrazzo .Se un caso del genere si fosse verificato tra le file degli amici di Berlusconi un coro di urla indignate avrebbe investito la politica e la magistratura accusando quest’ultima di aver di nuovo fatto esplodere un caso di giustizia a orologeria.Noi abbiamo detto a noi stessi e a tutti coloro che in queste ore ci sono venuti a tiro che anche in casi come questo il pd e i suoi uomini si sono dimostrati migliori del pdl,dove nessuno,da Previti a Dell’Utri fino allo stesso Berlusconi è stato mai soltanto sfiorato dal proposito di dimettersi quando è stato oggetto dell’attenzione della magistratura anche per casi gravi, o addirittura gravissimi.Le amare riflessioni su Marrazzo hanno reso così anche più convinto il nostro voto per le primarie.

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ott  09
25
alle 02:58
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di RacheleTo il 01/1/70

“Il clamore sul caso umano di Marrazzo suscita dispiacere. Ma questo clamore improprio dipende...

partito democratico

Nonostante il mal di pancia

Non solo i contendenti per la segreteria del pd e i loro collaboratori hanno i mal di pancia di cui, caro Luca, parli nel precedente post. Li hanno anche molti tra i loro elettorii (compreso il sottoscritto) i quali, in certi momenti , arrivano inoltre a chiedersi se, d’improvviso, non li ha travolti una sorta d’incantesimo.La domanda nasce riflettendo su quanto fino a tempi recenti il sottoscritto e molti altri che domenica correranno alle urne per le primarie avevano in testa e spesso anche sulla bocca.Era una sempre più netta,anche se sofferta,presa di distanza dal pd e dai suoi dirigenti che a me,a tanti elettori del centrosinistra sembravano inadeguati, ,in certi momenti testimoni passivi di fronte al dilagare dell’arroganza e della deriva autoritaria.Ora,invece,pochi mesi,forse solo poche settimane dopo,eccoci in trincea,emozionati e per questo impazienti di partecipare al voto per le primarie.Com’è possibile? Ci siamo bevuti il cervello ?No,sono solo successe un paio di cose ..Il delirio del potere è arrivato a proclamare il diritto a ogni genere di arbitrio ,personalizzando l’uso della legge,soffocando la libertà d’informazione, assestando alla democrazia colpi che ne mettono in pericolo la sopravvivenza.E così sia l’opposizione politica che quella popolare sono state poste di fronte all’esigenza d’immediate e adeguate reazioni difensive.Prendendone atto il pd,il maggiore partito dell’opposizione, ha preso a scrollarsi di dosso il torpore che rischiava di essere la premessa per un suicidio politico e si è impegnato per un rilancio che lo metta in grado subito di combattere per poi tentare di vincere.E per cominciare si è presentato sia al nemico, sia ai propri sostenitori,compresi coloro che,come il sottoscritto,si erano posti da tempo su una sorta di Aventino,come il partito più democratico che esista in Italia e a questo scopo ha affidato agli iscritti,agli elettori,ai simpatizzanti il compito di costruire una nuova classe dirigente prima con i congressi locali,poi con il congresso nazionale,infine con le primarie. Questo non ha impedito che i mal di pancia restassero al centro e in periferia,come del resto accade in tutti i paesi democratici(vedi gli scontri che caratterizzano le primarie negli Stati Uniti).Ma a me,a tanti altri, è bastato per finalmente sentire il pd come la nostra casa politica.E per rendere valida questa casa,per tentare di aiutarla a diventare l’officina della riscossa ,senza remore,anzi con entusiasmo ci apprestiamo a votare domenica prossima.

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ott  09
22
alle 06:57
da mariopinzauti

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di cheyenne il 01/1/70

Appuntamento alle Primarie del PD il 25 Ottobre. In nessun Paese europeo nè tanpoco in Italia s...

Dibattiti, partito democratico

I mal di pancia del PD

A tre giorni dalle primarie del PD, cominciano ad essere evidenti i segnali di malessere di un partito che ancora non c’è. Di un partito che è alla ricerca di se stesso e della futura identità. La battaglia (?) si svolge sul piano del paradosso. Un candidato risponde in tutto e per tutto ad un burattinaio che ha fatto campagna elettorale ventre a terra per riportare indietro l’orologio della storia. Aggrappandosi a idee vecchie e concezione sorpassate della politica-politicata di casa nostra. Nonostante sia stato ministro degli esteri non ha usato quella poltrona per capire il mondo intorno ai palazzi romani della politica. Conosce bene l’arte della trattativa, conosce le manovre del Transatlantico, conosce bene i suoi colleghi ma per due volte è caduto in trappoloni tesi da Berlusconi. Un’altro candidato fonda il futuro partito sulla laicità e poco altro. La laicità è un bene primario ma non basta per dare un orizzonte ai progetti e alle idee per far ripartire un paese. In più sul suo conto gira una brutta storia di falsi rimborsi. Infine, il terzo candidato. Ha ben chiaro cosa dovrà essere il futuro PD. La sua azione e il suo cammino sono guidati da uno spirito etico che fa sperare in una riscoperta di valori e comportamenti. Ma, purtroppo, il suo modo di ragionare è troppo legato al “sistema”, alla legge elettorale, al bipolarismo. Temi importantissimi ma incapaci di fare presa su una opinione pubblica troppo concentrata sui suoi guai e su un Presidente del Consiglio onnivoro e affabulatore che è riuscito a spaccare gli italiani. Vizio antico, quello di spaccarci facilmente, in cui cadiamo spesso. Laici e cattoilici, papisti e anti papisti, guelfi e ghibellini, pro meridione e antimeridionalisti. Sempre pronti a discutere ma poco avvezzi a fare. Eppure nonostante questo quadro, per me, sconsolante, andrò a votare. E invito con forza tutti quelli che ci leggono, non solo a farlo ma anche a farlo fare. Vicini di casa, amici, conoscenti occasionali. Rompete le scatole a tutti ma mandateli nei gazebo. Domenica, sulla base dei numeri,delle persone che saranno andate a votare, ci giochiamo la possibilità di dire con forza a questo governo che quì c’è ancora una democrazia parlamentare. Oppure che abbiamo accettato il populismo peronista, e un po piduista, che ci vogliono imporre.

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ott  09
21
alle 12:02
da luca ajroldi

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di luca ajroldi il 01/1/70

Gli insegnamenti e le correzioni sono sempre bene accette. Quello che è meno gradita è la presu...

partito democratico

Sotto il peso dell’insopportabile

Ogni giorno il peso dell’insopportabile aumenta. Berlusconi, prendendo in giro i 500 mila che stanno perdendo il lavoro e i milioni di precari cronici, dice, d’accordo con Tremonti, che è favorevole al posto fisso. Non arriva la smentita governativa alla denuncia ( segnalata anche da questo blog) di un lettore di “La Repubblica” secondo il quale Berlusconi aveva promesso quello che non poteva mantenere, cioè una vera bufala, annunciando che i lavori per il Ponte sullo Stretto di Messina avrebbero avuto inizio alla fine di dicembre, cosa più che improbabile, addirittura impossibile secondo il lettore. Perché per la costruzione del ponte manca ancora un progetto esecutivo. Come, mentre il governo taceva, ha confermato, con dati e testimonianze alla mano un’inchiesta giornalistica, dimostrando che in quanto aveva detto Berlusconi c’era solo una bella dose di fumo negli occhi regalata, senza spesa, all’opinione pubblica italiana. Una classifica redatta dall’associazione internazionale “Giornalisti senza frontiere” rivela che l’Italia, con il Cavaliere regnante,è al 49°posto per quanto riguarda il rispetto della libertà di stampa nei vari paesi del mondo.E tutto questo si è verificato soltanto negli ultimissimi giorni. E’una brutta, bruttissima aria. E promette di peggiorare nel prossimo avvenire se non si riuscirà a fermare quello che ora sembra l’inarrestabile corso dell’insopportabile,cominciando col dimostrare che un buon numero d’italiani è pronta a gridare un no che finora ha solo pensato,detto a se stesso.
Per questo auspicabile inizio c’è un’occasione vicina pochi giorni. Sono le primarie di domenica prossima per l’elezione del segretario di un partito, il pd.che da tempo soffre della crisi del perdente e dei gravi effetti secondari che essa provoca- primo tra tutti la scarsità e la debolezza dell’iniziativa politica- ma resta pur sempre la maggiore forza dell’opposizione e potrebbe trovare, se ricevesse una robusta carica d’incoraggiamento popolare, una fiducia in se stesso tale da metterlo finalmente in grado di scendere in campo contro l’insopportabile con l’energia che potenzialmente ha sempre conservato pur rinunciando a usarla per troppo tempo. Per questo, nella speranza di dare un contributo alla fine dell’insopportabile. io, Luca Ajroldi, tanti nostri familiari, amici domenica voteremo per le primarie del pd. Sperando che altrettanto facciano molti nostri lettori.

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ott  09
21
alle 08:26
da mariopinzauti

partito democratico

Perché votare alle primarie

Oggi bando al noi . Una volta tanto parliamo usando la prima persona singolare,l’io. Anzitutto per non compromettere il capo supremo, Luca Ajroldi, che probabilmente la pensa come me e tuttavia-se è così-deve dirlo da solo, o in caso contrario tracciare una sia pur momentanea linea di demarcazione tra se stesso e il suo più affezionato collaboratore, cioè il sottoscritto. E poi perché mi sembra che l’io dia meglio del noi forza e autenticità di sentimenti e di convinzioni alla proposta che sto per sottoporvi. E che è la seguente: domenica prossima, 25 ottobre, se come me, come tanti altri, avvertite il bisogno di tentare di por fine all’assurdità politica che governa il paese e condiziona le vite di tutti gli italiani andate a votare per le primarie: per Bersani, Franceschini, Marino, o anche, se non avete le idee ancora sufficientemente chiare, con scheda bianca. Perchè la prima necessità di questo momento è di far numero, di dimostrare all’uomo travolto dal delirio di onnipotenza, perché “non sta bene”, come ha detto sua moglie, o semplicemente perché così, inconsapevolmente e incolpevolmente, l’ha fatto la sua povera mamma, che le sue bugie, la sua arroganza, il suo abuso e abuso della “cattiva maestra”(come Popper definì la tv) non hanno ancora appecoronato e privato della capacità d’intendere e di volere l’intero popolo italiano. Una numericamente ragguardevole partecipazione alle primarie farà scoprire a lui e ai suoi servi che c’è ancora una forte e decisa componente dei nostri connazionali decisa a contrastarlo ora e a detronizzarlo domani .Non sarà una risolutiva vittoria ma sarà, potrà essere un richiamo alla realtà a chi proclama di avere ai suoi piedi l’intero paese e forse comincia a credere che sia così .E potrà anche-speriamolo- stimolare il pd a ritrovare fiducia nella sua forza e nel suo ruolo, a por fine al suo troppo lungo sonno, a rialzare la testa e scendere finalmente in campo assieme ad altre forze avverse all’assurdità politica che si sta tentando di trasformare in normalità italiana.

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ott  09
20
alle 08:21
da mariopinzauti

Ultimo commento:

di ajroldi il 01/1/70

Come potrei essere in disaccordo con una proposta, Mario carissimo, fraterno collega, che racchiu...

partito democratico

Un partito democratico

Manca poco più di una settimana alle primarie del partito democratico. Ma noi ancora non abbiamo scelto chi sostenere fra i tre candidati alla segreteria. Ci piacciono la concretezza e l’esperienza di Bersani ma anche la disinvoltura di Franceschini, il suo sforzo per presentarsi come un leader in cui – a differenza da quanto avviene per altre personalità di spicco del partito (vedi, ad esempio, D’Alema)-sembrano fondersi felicemente le due anime (quella ex comunista e quella ex democristiana) che coesistono, non sempre d’amore e d’accordo, nel pd. Quanto a Marino è, per le sue proposte, oltre che per la sua storia, una novità e poiché questi sono tempi in cui in politica di novità c’è bisogno come il pane le sue chances sarebbero notevoli se egli godesse-cosa che invece sembra non verificarsi- di una forte popolarità tra la base di iscritti,elettori e simpatizzanti. Ergo:fino all’ultimo noi sfoglieremo la margherita. Ma mentre lo facciamo ci segue una confortante certezza.Il pd non ha ancora dato quello che serve al paese ,cioè una forza in grado di opporsi efficacemente alla deriva autoritaria per cui sta lavorando il berlusconismo e di preparare le condizioni per un’alternativa.Per questo l’abbiamo criticato e continuiamo a criticarlo pur non rinunciando a sperare in un suo non lontano cambiamento che salvi il paese e a noi ridia fiducia nella poltica.Tuttavia dalla sua nascita questo partito ha sempre tenuto fede al suo nome e continua a farlo.E’un partito democratico,che in forme certo perfettibili ma per ora senza uguali nel resto del mondo politico italiano ha coinvolto la sua base nella scelta dei dirigenti e di più e meglio lo farà domani se terrà fede,come ci auguriamo che avvenga,all’impegno di estendere il metodo delle primarie alle elezioni politiche nazionali e a quelle amministrative.Tutto questo mentre l’Italia è dominata da un signore che promette-come è tornato a fare qualche giorno fa-“alla democrazia ghe pensi mi” ma intanto,da 15 anni,si elegge e si applaude da solo alla testa del suo partito.Ricordiamolo il 25 ottobre.Vinca Franceschini,o Bersani,o Marino il pd resterà una forza indispensabile per la tutela del bene dell’Italia e degli italiani.

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ott  09
17
alle 08:38
da mariopinzauti

Giravolte, senso del ridicolo

Tutti golpisti? Roba da ridere.

Il mio sconforto si sta tramutando in depressione profonda. Abbiamo un premier fortemente sospettato di corruzione dei giudici (lodo mondadori). Abbiamo un premier assolto per decorrenza dei termini per un caso precedente (imi-sir) . Abbiamo un premier facilmente ricattabile da una escort che, documenti alla mano e consegnati ai giudici, fornisce prestazioni sessuali in cambio di favori ( permessi e aiuti per un residence in costruzione). Abbiamo un premier che ha intrattenuto rapporti amichevoli con una minorenne. Che ha detto bugie su bugie a proposito di quel rapporto, che non ha voluto rispondere a domande su quella situazione tanto da diventare oggetto di scherno presso gran parte della stampa internazionale. Ebbene che davanti a tutto questo qualcuno ( Cicchitto) osi persino parlare di giustizia a orologeria, di golpe, di voler sovvertire il risultato del voto e che nessuno tra stampa e opinione pubblica rida loro in faccia e li accompagni gentilmente alla porta mi è incomprensibile. Persino il sonnolento TG1 ha avuto un sussulto di dignità e ha bacchettato il direttore Minzolini che aveva risposto maldestramente alla tirata di briglie che arrivava dal suo benefattore. Anche tra i cortigiani c’è chi ha classe e chi non ce l’ha. Minzolini, evidentemente ne è sprovvisto.
I giornali, la radio e le tv riportano dichiarazioni e prese di posizione come se si trattasse di un dibattito sul sesso degli angeli, senza spiegare, senza sghignazzare, senza sottolineare il senso di drammatico ridicolo che ormai circonda tutto e tutti. Non vi sembra arrivato il momento di riprendere in mano le redini di questa democrazia devastata per ricomincire a muoversi nell’ambito delle democrazie occidentali?

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ott  09
5
alle 05:11
da luca ajroldi

Ultimo commento:

di Emanuele il 01/1/70

Gentile Dr. Ajroldi, nel trovarmi d'accordo con Lei Mi permetto di rivolgerLe una sola domanda: ...

Dibattiti

Referendum:manca il quorum

L’esultanza della lega e dell’Udc per il fallimento del Referendum ( vincono i si all’80 per cento ma non c’è il quorum) oltre che esecrabile mi sembra molto di facciata. Esultare non per una vittoria delle idee ma per una sconfitta della democrazia mi sembra un ennesimo segno di barbarie. Che la Lega temesse questo referendum e che fosse sceso in campo addirittura Bossi per porre il veto a Berlusconi è il segno tangibile. Pierferdinando Casini invece lo legge come la morte del bipartitismo. Certamente, se questa è la scommessa su cui ha giocato la propria sopravvivenza politica deve per forza vederla così. Io la vedo invece come Gianfranco Fini: stanchezza per lo strumento ed eccessiva tecnicità del quesito. Credo che occorra interrogarsi sull’uso dello strumento, sulla sua validità e, ultimo ma non l’ultimo, sulla volontà di questa politica di rispondere appieno alle decisioni dell’elettorato. Troppi referendum sono stati disattesi, o meglio, furbescamente aggirati. Quello sul finanziamento ai partiti, quello sulla rai ed altri ancora. Infine, va detto a chiare lettere, che se lapparato dell’informazione ( televisioni in testa) non s’impegna a spiegare, martellando, il significato, l’uso, i possibili risultati, saremo costretti a guardare con tristezza uno strumento di democrazia popolare abbandonato in terra come un coccio rotto

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giu  09
22
alle 05:42
da luca ajroldi

unione europea

Il rischio di non essere più un paese normale

In tutti i 27 paesi dell’Unione Europea 375 milioni di persone stanno votando o lo faranno nei prossimi giorni(in Italia avverrà sabato e domenica ) senza avere una chiara idea,o avendola estremamente confusa,sulla destinazione della loro scelta.Quasi ovunque la campagna elettorale è stata al novanta per cento se non al cento per cento solo un confronto sui problemi di politica interna .In Italia è stata ed è fino all’ultimo continua una sorta di referendum sulle deliranti forme di potere di ,Berlusconi, un leader che si è da solo assegnato il diritto del dominio su tutti e su tutto,la verità compresa.Per questo il caso italiano sta diventando unico in tutto il mondo,provocando ,in tutto il mondo,una corale reazione critica da parte dei mezzi d’informazione pressocchè unanimi nell’affermare che nei loro paesi simili comportamenti non sarebbero tollerati e inevitabilmente costringerebbero il loro autore a una ritirata ignominiosa dalla scena politica.In Italia finora,grazie soprattutto alla sottomissione della gran parte dei media,non c’è la sia pur minima avvisaglia che permetta di prevedere che ciò possa avvenire.Anzi, esibendo sondaggi in un momento in cui,a poche ore dal voto,i sondaggi sono proibiti per legge,Berlusconi preannuncia un suo trionfo tale da ridurre le forze dell’opposizione a squallide comparse politiche prive di ogni capacità d’influenza.Noi ci auguriamo che avvenga il contrario e speriamo che la gran parte degli italiani esprima lo stesso augurio e si adoperi,con il voto,per renderlo possibile.Perchè il trionfo di Berlusconi sarebbe molto di più dell’umiliazione dell’Europa e di un incomprensibile sostegno a una politica,quella del governo,che poco,quasi niente sta facendo per la soluzione dei grandi problemi italiani,a cominciare da quelli creati dalla crisi.
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giu  09
4
alle 06:19
da mariopinzauti

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di cheyenne il 01/1/70

No, non è un Paese normale: il Capo del Governo ha usato tutti i mezzi mediatici e non a sua dis...

Elezioni, referendum

Il referendum e il caos delle coscienze

Secondo un sondaggio della Commissione Europea parteciperà al voto del 6 e 7 giugno per l’elezione dei deputati dell’Unione solo una minoranza, il 30 per cento o poco più dei cittadini dei 27 paesi dell’Europa comunitaria, Italia compresa. Non sono stati fatti sondaggi, quindi non sono possibili pronostici altrettanto precisi sul numero dei partecipanti alla consultazione che, in Italia, seguirà di due settimane quella per il Parlamento europeo, il voto per il referendum sulla legge elettorale. I pochi elementi di giudizio di cui si dispone promettono però solo disastri, percentuali di votanti altrettanto raso terra, se non di più, di quelle temute per le elezioni europee. La materia del contendere non è certo tra le più invoglianti dato che si tratta di pronunciarsi su norme elettorali che, dal momento in cui il referendum fu pensato e proposto, sono state profondamente modificate con la legge attualmente in vigore, quella che uno dei suoi principali autori, l’on,Calderoli, ha consegnato alla storia con il colorito appellativo di porcellum. E mentre molti, nell’opinione pubblica,si chiedono se il referendum abbia oggi ancora un senso, o no, continue conversioni a u negli atteggiamenti dei vari partiti e dei maggiori leader generano una sempre maggiore confusione tra i cittadini,con la conseguenza di ridurre la già scarsa volontà di voto. Vedremo presto, tra un mese, che cosa produrrà questo caos delle coscienze e se esso oltre a decidere sulla sorte del referendum-su cui oggi come oggi non scommetteremmo un soldo bucato-avrà effetti collaterali apprezzabili sulla politica nazionale, come chiaramente spera Silvio Berlusconi.

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mag  09
13
alle 09:05
da mariopinzauti